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Pisa

Biblioteca, più vicino il passaggio all’ateneo

Biblioteca, più vicino il passaggio all’ateneo

Manifestazione dei lavoratori per risolvere la questione della Sapienza chiusa da oltre un anno

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PISA. Se non ci fosse stata la mobilitazione dell’associazione presieduta dalla professoressa Chiara Frugoni e dei lavoratori della Biblioteca universitaria (ospitata in Sapienza, che è chiusa dal 29 maggio 2012) ieri ci sarebbe stato l’annuncio dell’accordo fra i ministri Massimo Bray (Mibac) e Maria Chiara Carrozza (Miur) più il rettore Massimo Augello. Invece a margine della cerimonia in Normale c’è stato solo un incontro tra i tre. La sostanza non cambia: la Biblioteca probabilmente passerà in gestione all’Ateneo. Ma con una serie di paletti e di accorgimenti che tuteleranno personale e libri, tentando di non ripetere il disastro di un analogo esperimento a Bologna. Gli attori della vicenda, a domande precise, non si sottraggono.

Augello: «Noi abbiamo dato la disponibilità a prendere in considerazione l’opportunità che offre la legge. Ora bisogna aspettare e ribadisco la volontà di ascoltare tutti gli amici della Biblioteca e del Palazzo». Carrozza: «Il governo non ha obiettivi specifici. Si tratta di un’importante questione locale e noi cerchiamo di favorire una soluzione». Cioè Roma non tifa per un’ipotesi in particolare, ma ha interesse che a Pisa si trovi un accordo che va bene a tutti. Il problema, tanto per capirsi, sono i soldi: e il Mibac ne ha pochi. Tra Bray e l’Ateneo c’era una sorta di stallo: prima il progetto del ministero sulla Sapienza o prima gli esiti delle indagini sullo stato di salute dell’immobile chiuso per criticità strutturali? Il ministro Bray: «È doveroso aspettare la perizia e ho sollecitato il segretario generale per presentarla, è attesa entro un mese»; va ricordato che è stata fatta da una commissione congiunta di tecnici ministeriali e ingegneri locali. Sull’eventuale passaggio: «Ogni decisione sarà presa nel rispetto del patrimonio, che deve restare integro». Tranquillizza quindi chi teme uno smembramento, ma Bray intende tutte le biblioteche, e in particolare quella pisana, come «uno strumento che deve essere usato e non come un monumento» da ammirare e basta. Il sindaco Marco Filippeschi: «Il Comune vuole riaprire la Sapienza» e, se possibile, a pezzi «anche prima dei lavori». Inoltre «va riconosciuto all’Università l’atto di coraggio di essersi fatta avanti; ha preso una responsabilità» su cui non ha obiezioni, purché restino invariate le risorse umane e culturali. (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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