Sicurezza
Bene l’economia, bocciato l’ambiente
Ricerca del Forum PA: Pisa al ventesimo posto in Italia, ma perde dieci posizioni rispetto allo scorso anno
PISA. Un secondo posto nazionale per dimensione economica. Un quarto per living, ovvero qualità della vita. Ma anche posizioni di retrovia per ambiente e sociale. Pisa è 20ª in Italia nella classifica delle “città intelligenti” (su 103 capoluoghi di provincia), perdendo dieci posizioni rispetto all’analoga indagine dello scorso anno. E’ quanto si ricava da ICity Rate, il rapporto annuale realizzato da ICity Lab di Forum Pa, società specializzata in comunicazione istituzionale, per fotografare la situazione delle realtà italiane nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più vivibili. Per realizzare il rapporto, ICity Lab individua e analizza un centinaio di indicatori, poi trasformati e aggregati in un unico valore per avere un indice finale.
Dimensione economica. In questa sezione Pisa è al 2º posto dietro Milano, mentre l’anno scorso era addirittura prima. Un piccolo arretramento, ma «un grande risultato», commenta il sindaco Marco Filippeschi sulla sua pagina Facebook. In effetti, lo studio prende in considerazione davvero tanti parametri sensibili utilizzando più fonti (ad esempio Bankitalia, Infocamere e Istat). Si va dalla presenza di infrastrutture (distanza dall’aeroporto più vicino, per dirne una) all’imprenditoria giovanile e quella femminile, dalle strutture telematiche all’Università (punteggio dell’Ateneo nella classifica Censis).
Ambiente. In questo caso Pisa passa dal 28° al 58° posto. Un salto all’indietro che rovina la media e che spiega le venti posizioni perse. La spiegazione va ricercata tra le voci prese in considerazione: qualità dell’aria, raccolta differenziata, quota di spazi verdi, dispersione della rete di distribuzione dell’acqua, depurazione, riciclo dei rifiuti. Le fonti sono Istat, Legambiente e Accredia. Incide il fatto che la raccolta differenziata sia oltre 20 punti percentuali sotto l’obiettivo di legge. E, a proposito di depurazione, va ricordato che l’ampliamento dell’impianto di San Jacopo attende risposte da sette anni, con 16 milioni di euro già stanziati e ancora fermi.
Governance. In questa sezione Pisa passa dalla 22ª alla 20ª posizione. La ricerca comprende variabili molto diverse tra loro: la capacità dell’amministrazione nell’utilizzo dei nuovi strumenti telematici, i dati pubblici, l’indice di trasparenza del sito web del Comune. Ma si va anche nel dettaglio, tipo la raccolta differenziata svolta nell’amministrazione comunale, il programma di fabbricazione, il piano regolatore approvato o meno.
Living. Su sei indicatori è l’unico con il segno più: dal 5º al 4º posto. Anche in questo caso si spazia parecchio come indicatori: dall’offerta degli asili nido alla povertà, dai servizi Asl alle strutture per anziani, dal numero di hotspot alla presenza di biblioteche. Ma anche immigrazione (fonte Cnel) e sicurezza (fonte Istat).
Mobilità. L’arretramento è di dodici posizioni, dalla 25ª alla 37ª. In questo settore ci sono varie voci che possono essere spunto di riflessione. A parte i macro-dati (parcheggi, zone a traffico limitato, posti/km offerti dal trasporto pubblico locale, mobilità sostenibile) è sul fronte della ciclabilità che si entra nel dettaglio: adozione biciplan, cicloparcheggi di scambio, piano riciclo delle bici abbandonate, contrasto ai furti, bike-sharing). Le fonti sono Istat e Legambiente.
Sociale. La definizione usata nell’indagine è “dimensione people-capitale sociale”. Per capirsi si va dal lavoro al welfare, dall’istruzione alla partecipazione elettorale. In questa sezione Pisa registra l’arretramento più significativo dopo l’ambiente: meno 18 posizioni, dalla numero 33 alla numero 51. La ricerca anche in questo caso punta su aspetti diversificati e, molto probabilmente, pesa la crisi economica con le ripercussioni occupazionali. Queste alcune delle voci: la partecipazione delle donne al mercato del lavoro rispetto agli uomini, la percentuale dei laureati, i votanti alle elezioni europee, la partecipazione agli spettacoli, l’abbandono scolastico, il numero di associazioni di promozione sociale.
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