Sicurezza
Torre e Galilei ok, ma si può fare di più
Pierfrancesco Pacini su turismo e immagine della città: abbiamo due eccellenze, l’accoglienza però non è all’altezza
PISA. Due pilastri: Piazza dei Miracoli e l’aeroporto Galilei. In mezzo tanto da fare per rendere Pisa davvero accogliente contrastando così il fenomeno del “mordi e fuggi”. E’ questa l’immagine della città di Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio. Nel corso del forum sui musei e l’offerta culturale organizzato due settimane fa dal Tirreno (con discussione allargata all’immagine attuale di Pisa), alcune critiche si erano levate verso la Camera di Commercio. Pacini le respinge e parla dei pro e contro della città.
Presidente Pacini, la sua fotografia di Pisa…
«Partirei, obbligatoriamente, da Piazza dei Miracoli. E’ il punto di eccellenza della città. Lavoriamo per tenerla al meglio, verso una qualità totale».
E uscendo da Piazza dei Miracoli?
«I sindaci Fontanelli e Filippeschi hanno fatto tantissimo: i Piuss, le antiche mura, piazza dei Cavalieri e Corso Italia lastricate, l’Internet Festival. Un fermento positivo. Accanto a queste iniziative non voglio dimenticare la concertistica, a cominciare da Anima Mundi che ho ideato e voluto fortemente, ma anche la Normale e il Teatro Verdi. Poi i successi di Palazzo Blu con le sue mostre».
L’altro lato della medaglia?
«L’impatto che un visitatore ha con la città deve fare un salto di qualità. A Lucca, ad esempio, pur in un contesto più omogeneo, la situazione è migliore. La capacità di accoglienza deve crescere. E per questo non può bastare il contributo della parte pubblica: il concorso dei privati è determinante per qualificare l’ambiente nel suo insieme».
Una critica uscita dal forum: Piazza dei Miracoli è una “cittadella” troppo chiusa rispetto al resto della città, manca questa integrazione…
«L’Opera ha il compito esclusivo di gestire al meglio la piazza con i suoi monumenti. Per il resto, io abito in centro e vedo che i flussi turistici si sono moltiplicati. Come si fa a tenerli più a lungo in città? Si torna al discorso di prima: migliorando l’accoglienza».
Su cosa deve puntare Pisa?
«I motori principali sono due: Piazza dei Miracoli e un aeroporto che funziona bene».
E il nuovo porto di Boccadarno che funzione può svolgere?
«Non è una struttura tipo Antibes, in Costa Azzurra, da 10mila posti barca. Un altro tipo di business. Quella di Marina è una bellissima realizzazione, che può servire a valorizzare il litorale».
A proposito di litorale...
«Calambrone ha avuto una bella riqualificazione. Marina e Tirrenia meritano di più. Credo che una scommessa vincente sia quella di legare sempre più il litorale allo sviluppo del turismo sportivo. Un obiettivo che può valere anche per il resto del territorio, anche se come piscine siamo indietro. Sulla costa abbiamo un punto di eccellenza come il Centro Coni, che però è poco reclamizzato. Stesso discorso, ma per il turismo verde, si può fare per San Rossore».
Una novità è l’ormai imminente arrivo di Ikea…
«Un fatto molto positivo. Temo però quelli che potranno essere gli effetti sul traffico, con l’Aurelia che già ora è spesso intasata».
Un’altra critica uscita dal forum: la Camera dovrebbe incidere di più nella promozione della città…
«Dico solo che cinque anni fa la Camera di Commercio investiva nella promozione 2,8 milioni di euro. Ora siamo passati a 6 milioni, un record a livello toscano in rapporto alle entrate».
Ora su cosa sta lavorando la Camera di Commercio?
«Intanto cerchiamo di trovare nuove risorse. Ho convocato il direttore di Toscana Promozione, ho fatto pressing perché siano moltiplicate le attenzioni su Pisa per il 2014. Abbiamo parlato di iniziative legate al nuovo volo dal Galilei per la Turchia; di un’altra iniziativa, con al centro la Torre, da svolgere negli Stati Uniti, d’intesa con il vicesindaco Ghezzi; di un intervento massiccio a favore del turismo congressuale. Insieme al prodotto città d’arte, al balneare più sport e al turismo verde è il fronte da potenziare».
Avevate già pensato ad uno spazio nuovo per i convegni…
«Avevamo anche i fondi e lanciato il bando per la ricerca del luogo. Le nuove norme ministeriali hanno bloccato tutto. Abbiamo ripiegato nell’attrezzare, con una sala da 200 posti, il piano terra della sede di piazza Vittorio Emanuele».
Sul palazzo avete più idee…
«Sono progetti già avviati. Una ludoteca al piano terra e un punto ristoro sulla terrazza panoramica. I bandi di gara sono in corso».
Ripartiamo con le iniziative per la promozione e il turismo…
«Insieme al Comune e alla Provincia dovremo programmare la partecipazione all’Expo 2015 di Milano da parte delle imprese del nostro territorio, cercando di cogliere le migliori opportunità».
E per le fiere?
«Abbiamo sostenuto e sosteniamo la partecipazione collettiva alla Fiera di Rimini, la principale del settore, e poi alla Fiera di Bergamo “No Frills” e alla World Travel Market di Londra. Sottolineo che da quattro anni realizziamo un calendario unico degli eventi del territorio, con tiratura di 200mila copie che distribuiamo alle fiere. In tanti lo chiedevano».
Il rapporto con la Sat, la società dell’aeroporto Galilei?
«Organizziamo una visita di giornalisti cinesi nell’auspicio di avere il volo diretto per Shangai. E faremo incoming con operatori di India, Giappone e Turchia. Sono le iniziative che danno i risultati migliori».
Il prossimo anno sarà quello del 950º della posa della prima pietra per la costruzione della cattedrale e di Piazza dei Miracoli…
«Anche di questo stiamo parlando con Toscana Promozione, per lanciare il programma di eventi sotto il titolo Pisa A.D. 2014. E’ previsto un grande convegno che coinvolge le principali cattedrali europee. A Pisa, da me voluta, ha sede l’associazione delle cattedrali d’Italia. Tema centrale del convegno, concordato con il professor Antonio Paolucci, sarà quello del patrimonio pittorico delle cattedrali europee».
Uno degli eventi in calendario?
«Celebreremo il riposizionamento di affreschi nel Camposanto monumentale, compreso “Il Trionfo della Morte”».
In tempo di crisi, se la sente di definirsi fiducioso rispetto al settore del turismo pisano e dell’economia locale?
«Per il turismo sì, perché il movimento è interessante. Sull’economia non posso dire altrettanto. Forse ci vorrebbe una bacchetta magica. Vedo che qualcosa si sta facendo, a livello nazionale. Qualcosa è meglio di niente, ma non credo sia ancora sufficiente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
