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Sapienza, è un surplace tra Università e ministeri

Sapienza, è un surplace tra Università e ministeri

PISA. Il ministero dei Beni culturali aspetta l’Ateneo e viceversa. Sul fronte Sapienza ieri è successo di tutto, ma ormai è stallo. Sul tavolo di Massimo Bray ci sono due argomenti forti: la...

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PISA. Il ministero dei Beni culturali aspetta l’Ateneo e viceversa. Sul fronte Sapienza ieri è successo di tutto, ma ormai è stallo. Sul tavolo di Massimo Bray ci sono due argomenti forti: la perizia sul palazzo chiuso il 29 maggio 2012 è ormai pronta; inoltre il precedente di Bologna è un fallimento, tanto che il Mibac sta pensando di “riprendersi” la biblioteca passata all’Università emiliana nel 2000. Due ragioni per le quali il ministro ritiene che si debba conoscere la perizia sullo stato di salute dell’edificio prima di prendere qualunque decisione sul futuro della Biblioteca universitaria pisana (Bup) e sulla riapertura della Sapienza che la ospita dal 1823. Nel piatto del rettore Massimo Augello ci sono due pietanze altrettanto gustose: il Mibac non ha soldi, mentre l’Ateneo ha qualche disponibilità in più; poi la posizione secondo cui non si può dire sempre “no”, ma chi è contrario a un progetto deve fornirne uno alternativo. La conseguenza è che palazzo alla Giornata (sede del rettorato) ha un suo progetto segretissimo: nemmeno Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Università , lo conosce nei dettagli; e ciò non deve stupire, vista l’autonomia di cui godono le istituzioni accademiche. Augello aspetta a diffonderlo perché considera l’Ateneo solo uno degli attori di questa vicenda, non il protagonista; quindi ritiene che fare la prima mossa spetti al Mibac – il quale ha la gestione della Biblioteca – e che il progetto debba prescindere dai risultati della perizia, perché quelli al massimo pongono un problema finanziario, non di idee. In sintesi, l’Ateneo sarebbe disposto ad accollarsi impegni economici; ma se paga vorrebbe avere anche diritto di parola: tradotto, la Bup deve passare sotto la sua gestione. Bray all’inizio non aveva pregiudizi contrari, ma in questi giorni ha tirato i remi in barca e ha chiesto più tempo, rassicurando Angela Marseglia – direttice della Bup – sul fatto che per ora non firmerà nessuna convenzione. Stessa posizione anche di Carrozza, che ieri ha ricevuto a Roma la presidente dell’associazione Amici Bup, Chiara Frugoni. Il ministro pisano ha preso l’impegno a trovare una soluzione, con un supplemento di istruttoria: parlerà sia con Bray che con Augello. Domani i tre si incontrano a Pisa:a meno di clamorose sorprese l’accordo slittato fa saltare l’annuncio, che era previsto a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Normale.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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