Attenzione
«Progetto sicuro e più che trasparente»
Smaltimento delle acque dell’ex reattore nucleare di San Piero, incontro tra enti pisani e livornesi
LIVORNO. «Il nostro è un progetto blindato e trasparente. Blindato perché volutamente sottoposto a controlli rigidissimi, e trasparente perché fin dall’inizio il Cisam ha aperto le sue porte ai giornalisti e condiviso tutto il procedimento». L’ammiraglio Domenico De Bernardo, responsabile del processo di smaltimento delle acque della piscina dell’ex reattore di San Piero a Grado, lo ripete a gran voce nell’aula magna del Cisam. Presenti all’incontro (voluto dalle istituzioni livornesi e promosso dal prefetto di Pisa, Francesco Tagliente), pronti a rispondere ad ogni eventuale domanda riguardo al procedimento, tutti gli enti coinvolti nel decommissioning: Ispra, Arpat, Enea e Università di Pisa. E tutti, uno dopo l’altro, hanno affermato la loro più totale soddisfazione e sicurezza per il procedimento scelto dal Cisam spiegato in ogni suo passaggio da De Bernardo, a partire dal bando poi vinto dalla società spagnola Lainsa.
«Sono stato criticato per aver scelto il progetto meno costoso - ha affermato l’ammiraglio - e sinceramente mi stupisco visto che è una scelta che va a favore del contribuente e di certo non contro la qualità del processo visto che il bando europeo per lo smaltimento delle acque è stato fatto con requisiti rigidissimi».
Nessun timore e nessuna preoccupazione dunque, ripetono tutti. «L’obiettivo del processo di trattamento delle acque - ha spiegato De Bernardo - è la non rilevanza radiologica della pratica, ciò significa che al di sotto di tale soglia, stabilita per legge, si può ritenere del tutto trascurabile l’impatto radiologico. Bene, noi abbiamo elaborato la formula di scarico scendendo al di sotto di un quarto dalla soglia stabilita, basandoci su ipotesi di calcolo estreme». «E i primi risultati delle analisi sul primo campione delle acque trattate lo confermano - ha affermato il dottor Battisti di Enea (agenzia nazionale coinvolta nel procedimento per volere del Cisam) -. I valori delle due misure che abbiamo analizzato fino ad ora sono la metà dei limiti imposti per legge». Il processo di trattamento delle acque è iniziato da due settimane «e niente - sottolinea l’ammiraglio - uscirà dal Cisam prima di avere il via libera di Enea. Assolutamente niente».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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