Sicurezza
«La scorta al sindaco? La dovrebbero dare ai bancarellai»
Il mondo della politica si divide: solidarietà a Filippeschi ma anche critiche da Noi Adesso Pis@ e dal Pdl
PISA. Sulla scorta al sindaco (tecnicamente è un servizio temporaneo di tutela) dopo le polemiche per lo spostamento delle bancarelle da piazza dei Miracoli, il mondo della politica si divide. Tanti gli attestati di solidarietà giunti ieri a Marco Filippeschi, ma non sono mancate le critiche. Il colpo più grosso arriva da Diego Petrucci, leader di Noi Adesso Pis@, il quale scrive su Facebook: «È un fatto gravissimo (cercare di) trasformare il legittimo dissenso verso le scelte amministrative in un fatto da codice penale. Si dica chi e quando ha minacciato qualcuno, si individui l'autore delle minacce e lo si processi senza indugio, altrimenti è propaganda. Penso che invece si dovrebbero mettere "sotto scorta" i bancarellai per difenderli dalla amministrazione comunale. Gli imprenditori della piazza, infatti, a fronte di un odine di spostamento delle proprie attività da Piazza dei Miracoli a via Pietrasantina, si sono visti smontare e demolire le proprie strutture, segate, squartate e portate chi sa dove, senza uno stralcio di comunicazione, motivazione o qualsiasi altra nota. Ho seguito da vicino tante fasi della protesta e, a parte qualche urlo ogni tanto, non ho mai visto atti o comportamenti che facessero pensare ad una deriva violenta».
Giovanni Garzella, capogruppo del Pdl, aggiunge: «Credo che sia necessario sapere da chi deve essere protetto il sindaco, non posso pensare che sia dovuto al fatto che qualcuno ha suonato il suo campanello di casa».
Lucia Mango, leader regionale del Pdci, commenta su Facebook: «Solidarietà al sindaco se minacciato, ma la scorta...a Pisa...ovvia...».
Stefano Fabbri, candidato alla segreteria provinciale del Pd per i civatiani, osserva: «Tutto ciò è tristissimo per noi, per il senso di convivenza civile, per la democrazia. Non posso non essere vicino a Marco Filippeschi». Solidali con il sindaco anche l’ex consigliere Luigi Branchitta e il sindacalista Franco Marchetti.
Nel pomeriggio ha inviato una nota l’avvocato Luca Cianferoni, legale dei bancarellai: «In questa vicenda rilevo che, da quando la prefettura è intervenuta per ragioni di ordine pubblico, la questione ha assunto connotati e caratteri incoerenti prima di tutto con il buon senso. Ai miei clienti non resta che continuare a tutelarsi nelle sedi legittime e istituzionali».
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