Il Tirreno

Pisa

la presidente del comitato provinciale

«Va riconosciuto il ruolo sociale»

«Va riconosciuto il ruolo sociale»

Tasse da pagare, mutui negati: non resta che dividere i costi fra tutti

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PISA. Il momento difficile che i circoli Arci stanno vivendo visto e analizzato da chi, questa rete di 135 circoli sparsi per la provincia, la gestisce. Stefania Bozzi è infatti la presidente del comitato provinciale dell’Arci e per prima ammette la crisi: «È vero, c’è una crisi generale che investe anche i circoli. Sono calate le affluenze, ma per contro mantenere l’immobile è un costo fisso che non si abbatte».

Le principali spine nel fianco sono le tasse, Imu e la nuova Tares che gravano come macigni: «Quello che da fuori non si vede – continua la Bozzi – è che l’attività di somministrazione presente nei circoli rappresenta un’entrata marginale nell’economia globale e in più pone degli oneri accessori perché per mandare avanti il bar spesso è necessario assumere qualcuno e il costo del lavoro sappiamo quanto sia elevato». Spesso sono i gestori stessi che, per far fronte alle spese provano ad accendere dei mutui o dei prestiti: «Anche questa via però sta diventando sempre più difficile, le banche non vengono incontro ai richiedenti». Una via d’uscita però c’è: «La soluzione è quella di mettersi insieme: i circoli fanno parte tutti di uno stesso mondo e se si procede ad iniziative comuni si possono anche dividere i costi. Stiamo lavorando anche ad un fondo di solidarietà che permetta ai circoli in maggiore difficoltà di poter risolvere i problemi immediati».

Il rovescio della medaglia è che spesso dietro alla sigla Arci si nascondono vere imprese commerciali: «So che all’esterno appaiono così ma perché alcuni circoli non mettono abbastanza in evidenza l’attività sociale che effettuano: penso alla cooperazione fra Borderline ed Alba dove si mettono in comune le sale per gestire un percorso sociale basato sulla musica. Noi facciamo un’opera di filtro per chi vuole associarsi, deve rispettare le finalità sociali espresse nello statuto». Anche se una soluzione unica per tutti non c’è: «I circoli sono strettamente collegati al quartiere che li ospita, per questo chiediamo al Comune una maggiore collaborazione che riconosca il grande ruolo sociale che i circoli ricoprono nella città». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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