Lutto
Tolto l’eternit dal tetto Apes è stato di parola
Si sta smantellando la copertura dal palazzo di via Torraccia divenuta pericolosa E dopo l’incendio del 2011 sono state realizzate delle finestre nel vano scale
VECCHIANO. «Ancora venti giorni e i lavori per eliminare il vecchio tetto di eternit del condominio di via della Torraccia 11 a Vecchiano saranno terminati», informa Apes che aggiunge: «Una seconda mandata di finanziamenti è attesa per fine anno».
Promessa mantenuta dunque dall’Azienda pisana per l’edilizia sociale che lo scorso febbraio rispondeva su queste pagine alle ripetute lamentele degli inquilini, i quali segnalavano i gravi disagi dell’edificio sotto la sua gestione. Apes aveva assicurato lo stanziamento di 100 mila euro per effettuare la rimozione totale dell’amianto del tetto e l’apertura di finestre nel vano scale e lo scorso 10 settembre ha in effetti aperto il cantiere, con la soddisfazione e il sollievo dei condomini.
La storia di via della Torraccia inizia nel 2010 con un sopralluogo della Usl 5 e la conferma che il tetto del palazzo è fatto di amianto e che nidificandovi i piccioni raccoglie carcasse ed escrementi da ripulire con urgenza. Ed ecco che la storia di questo palazzo prosegue nel 2011 con un incendio di uno degli appartamenti e i conseguenti sigilli. Il palazzo inoltre non essendo dotato di aperture nel vano scala era anche fuori dalle norme antincendio.
Gli inquilini, come avevano avuto modo di spiegare proprio dalle colonne del Tirreno, si ritennero salvi per un caso fortuito, essendo stati avvisati, delle fiamme che divampavano nella notte, da un vicino del palazzo accanto.
Una storia che però adesso si sta avviando verso un lieto fine. «Abbiamo cambiato la tipologia del tetto, oltre a rimuovere completamente l’amianto», ha dichiarato Lorenzo Bani, presidente di Apes.
«Circa 12 sacchi sono stati riempiti dagli operai del guano di piccioni - sostengono gli inquilini - una bomba ecologica sopra la nostra testa».
«Terminati anche i lavori di apertura di finestre nel vano scale - ha detto Bani - si attendono entro fine anno 120 mila euro, la seconda fase dei finanziamenti già prevista nei piani operativi».
Questa seconda fase riguarderà i lavori per il recupero delle facciate dell’edificio scrostate da tempo, tanto da mostrare lo scheletro di ferro della struttura interna e favorire infiltrazioni d’acqua in ogni appartamento. «Le risorse ordinarie sono limitate – ribadisce Bani, appellandosi alla Regione - e la maggior parte dei 6.500 appartamenti di edilizia sociale che gestiamo sono stati costruiti negli anni ’50. Sono necessari finanziamenti straordinari».
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