La manifestazione
Le navi antiche ora vedono la luce
Le prime saranno esposte in un allestimento provvisorio Ancora due anni invece per l’apertura definitiva del Museo
PISA. A fine novembre sarà presentato il progetto di allestimento in itinere per il Museo delle navi antiche: i reperti saranno esposti man mano che sono pronti ed entro pochissimi mesi si potrà già avere un embrione della futura mostra permanente. La scelta di questa sorta di “work in progress” serve per ridurre i tempi e dare la possibilità a studiosi e semplici ammiratori di iniziare a gustare il tesoro che qualcuno ha chiamato la “Pompei marittima”. Infatti ci sono finanziamenti sufficienti per il restauro di tutte le imbarcazioni trovate nel 1998 vicino alla stazione di San Rossore e per l’accessibilità (riqualificazione di alcuni ambienti) degli Arsenali Repubblicani, sito prescelto per ospitare il museo; invece i soldi non bastano per l’allestimento complessivo. Da qui l’idea di muovere almeno i primi passi.
Il cantiere. «I lavori procedono a gonfie vele e presto sarà pronta la nave D, mentre la H è già finita». Andrea Camilli, il direttore del cantiere di via Ranuccio Bianchi Bandinelli, è ottimista, dopo un lungo periodo di stallo dovuto alla mancanza di fondi. Circa due anni fa il ministero dei Beni culturali ha stanziato 4 milioni: metà per il recupero dei tre relitti rimasti sotto terra a San Rossore e l’altra quota per il restauro dell’imponente complesso in zona Cittadella. «Tutto il cronoprogramma è finanziato e prevede il termine entro due anni», evidenzia Camilli, che aggiunge un altro particolare sulla scelta dell’allestimento in itinere: «È necessario anche per una questione di spazi». Il laboratorio occupa 1.700 metri quadri sui 10.650 del sito archeologico, dove 3.500 sono gli scavi veri e propri. Va ricordato che alcune navi sono restaurate in blocco e poi saranno trasportate integralmente agli Arsenali; altre a pezzi (occupando molto più spazio) e saranno rimontate solo nel sito finale del museo.
L’iniziativa. La presentazione pubblica che si svolgerà tra un mese è un desiderio della Direzione regionale dei beni culturali e si propone due obiettivi: «Rendere credibile il progetto completo che stiamo predisponendo; e creare sinergie con le altre amministrazioni», spiega Marta Ciafaloni, architetto della Soprintendenza di Pisa. Non è un caso, allora, che la manifestazione fosse prevista da tempo, ma che ora sia entrata anche nel programma degli eventi collegati alla candidatura per la capitale europea della cultura 2019. I finanziamenti si stanno cercando a 360 gradi, pertanto secondo Ciafaloni è una manifestazione di serietà essere in grado di fornire un progetto completo e definitivo, con una stima di spese certa e tempi altrettanto sicuri. Su quest’ultima voce l’architetto si sente di sbilanciarsi: due anni e tutto sarà finito; sugli altri dettagli rimanda all’evento di fine novembre quando «potremo finalmente rivelare i frutti del tanto lavoro che stiamo svolgendo».
Il ministro in città. Di certo c’è che tra le decine di iniziative presenti nel programma per la candidatura di Pisa, il Museo delle navi antiche è al primo posto; e che tutto il calendario sarà illustrato dopodomani a Massimo Bray, titolare del ministero della Cultura, che sarà in città per l’inaugurazione dell’anno accademico alla Scuola Normale Superiore. La scheda del progetto sul museo parla di «completamento» del sito espositivo che «rappresenterà un nuovo spazio di rilevanza scientifica internazionale. Il museo sarà caratterizzato dalla sperimentazione di nuove tecnologie applicate ai beni culturali». E dà rilievo anche alla «creazione di un Centro di restauro del Legno bagnato: un polo di specializzazione sul restauro dei materiali lignei imbibito». Delle circa 30 navi databili tra il III secolo a.C. e il VII d.C. è stata recuperata anche buona parte del carico di gioielli e utensili vari, anfore, monete. Essi hanno permesso di risalire alla provenienza delle imbarcazioni (Gallia, Campania, Adriatico) prima che le alluvioni coprissero il sito, incrocio di un canale della centuriazione pisana con il fiume Serchio. Anche i reperti saranno esposti al museo, che nell’impostazione si richiamerà ad un’ispirazione mediterranea.
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