Sicurezza
Il viaggio in trolley dei libri da consultare
I dipendenti protestano in piazza. Poi illustrano come i volumi sono messi a disposizione degli studiosi
PISA. Ma come ci arrivano i libri della Biblioteca universitaria dalla Sapienza all’hotel Nettuno? In trolley. Lo hanno voluto mostrare ieri i lavoratori della Bup che hanno dato appuntamento in piazza Dante a cittadini e media interessati e hanno mostrato il tragitto che percorrono a piedi due volte al giorno per il prelievo/deposito dei volumi dal palazzo chiuso sedici mesi per criticità strutturali al nuovo front office realizzato in collaborazione con il Dsu Toscana, azienda regionale per il diritto allo studio. L’iniziativa da un lato è una denuncia delle precarie condizioni di lavoro cui sono costretti i 39 dipendenti dei beni culturali; dall’altro è una dimostrazione d’amore e di competenze verso un tesoro (gli oltre seicentomila volumi custoditi nel palazzo) che se viene abbandonato a se stesso, rischia il degrado irreparabile. Solo i lavoratori e i tecnici della perizia sono autorizzati a entrare nell’immobile dichiarato pericoloso, seguendo un protocollo di sicurezza. Ecco perché alle richieste degli utenti si deve far fronte con quella processione bi-giornaliera, durante la quale i libri sono “imballati” dentro due trolley che li proteggono dalla pioggia e da accidentali cadute; e trascinati sulle rotelle fino al punto di consegna. Non erano tantissimi ieri gli accorsi all’iniziativa, al punto che la professoressa Chiara Frugoni, presidente dell’associazione “Amici Bup”, parla di «scoramento tra i cittadini e gli studenti, ormai abbattuti e rassegnati»; mentre il docente Paolo Cristofolini ironizza sull’assenza dei suoi colleghi: «Benché professore, seppur in pensione, sono qui. È pieno così di professori!». In ogni caso tutti i presenti hanno brigato e tentato ogni sotterfugio pur di entrare nel palazzo, incuriositi di vedere cosa rimane dopo tanto tempo: sono stati bloccati dalla cortese, ma ferma barriera dei lavoratori. L’unica che è riuscita a salire ai piani alti, dove sono conservati i volumi della Biblioteca, è stata proprio Frugoni che ha potuto finalmente utilizzare un’autorizzazione concessa quest’estate; la reazione della professoressa è stata di emozione e dolore allo stesso tempo: «È tutto chiuso! Ci sono teli dappertutto e buchi nei muri per i carotaggi della perizia. Sembra come una casa quando non è abitata». La docente, esperta medievalista, non entrava in Sapienza da prima del 29 maggio 2012, giorno dell’ordinanza sindacale che ne ha sancito la chiusura: «Avevo il permesso per uno studio su alcune stampe antiche, ma dovevo entrare con una troupe che non è ancora arrivata». In piazza Dante ci sono anche Federico Oliveri e Laura Baldini, in rappresentanza dei gruppi consiliari di Rifondazione e “Una città in Comune”, che hanno depositato un’interpellanza al sindaco con cui gli chiedono di prendere la parola sulle sorti della Sapienza; hanno scritto anche all’assessore alla cultura Dario Danti. Domani ci doveva essere la Conferenza Università-territorio, ma è stata rimandata al 21 ottobre: secondo i due esponenti politici si tratta di un errore, perché quel giorno si rischierà di ratificare decisioni già prese, senza possibilità di incidere sul processo decisionale. (g.c.)
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