Il dolore
Morto paziente in coma anestesista sotto processo
PISA. Fu operato alla testa nel dicembre 2009. Dal giorno dell'intervento non riprese più conoscenza e nel luglio 2010 il suo cuore cessò di battere. Per la morte di Venerando Russo, pensionato di...
PISA. Fu operato alla testa nel dicembre 2009. Dal giorno dell'intervento non riprese più conoscenza e nel luglio 2010 il suo cuore cessò di battere.
Per la morte di Venerando Russo, pensionato di Torre del Lago, è finito sotto processo un anestesista in servizio all'ospedale di Cisanello. Il dottor Maurizio Ghiara, 60 anni, di Pisa, difeso dall'avvocato Roberto Cavani, deve rispondere di omicidio colposo e omissione di atti d'ufficio. Il procedimento si svolge davanti al collegio del Tribunale per la contestazione dell'omissione di atti di ufficio in aggiunta all'omicidio colposo che, da solo, sarebbe stato trattato dal giudice monocratico.
Nell'ultima udienza sono stati sentiti i testi indicati dal pubblico ministero e dalle parti civili, la moglie e tre figli, rappresentate dagli avvocati Francesca Del Carlo di Lucca e Alessandro Francini di Camaiore. Infermiere, tecnici e medici hanno sfilato in aula dopo che in una precedente udienza il collegio aveva ascoltato la deposizione di una figlia del deceduto.
Venerando Russo era stato ricoverato a Pisa per rimuovere un tumore benigno al cervello. L'intervento avvenne nel dicembre 2009. Il pensionato, però, non si risvegliò dall'anestesia e rimase in uno stato di coma fino al luglio 2010, quando sopraggiunse la morte.
Sul decesso venne aperta un'inchiesta. Con i primi atti furono indagati l'anestesista e il neurochirurgo autore dell'intervento il cui operato, secondo i consulenti della Procura, fu ritenuto regolare e la sua posizione venne archiviata. Per il dottor Ghiara, invece, l'accusa prima e il gip dopo decisero che era necessario un processo per accertare le sue eventuali responsabilità nella morte del pensionato.
Secondo la Procura all'origine del coma, causato dall'interruzione del flusso di sangue al cervello, e del successivo decesso, ci sarebbe stata una negligenza dell'anestesista. Una tesi da sempre respinta dall'imputato a cui viene addebitata anche l'omissione di atti di ufficio per la sparizione della cartella anestesiologica. Agli atti manca quella scheda che per la Procura - e il direttore generale dell'Aoup ha confermato l'indicazione a conservarla - deve accompagnarsi alla cartella clinica. Per l'accusa l'imputato l'avrebbe occultata per mascherare l'errore fatale in sala operatoria. Prossima udienza a febbraio.(p.b.)
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