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Pisa

Internet, torna l’email-ricatto Gli utenti pisani sotto attacco

di Antonio Scuglia
Internet, torna l’email-ricatto Gli utenti pisani sotto attacco

Apparentemente è l’annuncio di una fattura o di un pagamento eseguito: aprendo l’allegato si dà il via libera a un programma pirata che blocca il pc chiedendo un “riscatto” di 100 euro

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PISA. Non aprite quella posta, sono tornati i truffatori della falsa email della Polizia. Che nelle ultime 48 ore stanno passando al setaccio le email di centinaia di pisani. «Il mio computer è totalmente fuori uso e non so come gestire gli ordinativi», lamentava ieri sera un professionista , dopo aver contattato la Polizia postale: «Mi hanno detto che fra ieri e oggi hanno avuto più di cento segnalazioni».

Il trucco usato in questa circostanza è un’evoluzione del vecchio ransomware (programma-riscatto). Nella versione classica, all’indirizzo della vittima arriva un’email da un finto sito della Polizia Postale o della Finanza, contenente l'accusa è quella di avere scaricato materiale pedopornografico. Lo scopo dei truffatori è quello di installare un virus sul pc delle vittime, che impedisce alla macchina di funzionare, proponendo però alla vittima il pagamento di una cifra in denaro, a titolo di sanzione, “per evitare un procedimento penale”. In alcuni casi, il messaggio del truffatore “accusa” la vittima di avere scaricato illegalmente materiale pornografico, in altri di aver violato il diritto d'autore con il download di film o canzoni.

Anche in questo caso, il messaggio finale è lo stesso. Quello che cambia è che l’email iniziale, per non destare sospetti, proviene apparentemente da un indirizzo “neutro”. «Nel mio caso - ci spiega il lettore che ci ha contattato ieri - da un apparente cliente per una fornitura».

In pratica, si annuncia l’arrivo di una fattura o degli estremi di un pagamento effettuato, ovviamente in allegato, la cui estensione apparente è quella di un file di testo ma in realtà è il programma-virus (.exe) che per i pirati informatici non è difficile camuffare con un codice non visibile all'utente. L'unica traccia che potrebbe insospettire la vittima è l'icona che rappresenta il file: non è la classica dei file di testo ma quella di excell. E cosa esegue una volta aperto? Il virus si impadronisce dei dati salvati sul pc della vittima, oppure reindirizza le connessioni verso un sito pirata per fregare i soldi dal conto corrente o dalla carta di credito, o ancora - come sta succedendo in queste ore - è un vero ransomware che bloccherà il pc finché, per avere la password per sbloccarlo, non sarà “pagato un riscatto” (la richiesta è di 100 euro). Negli ultimi tempi, si sono moltiplicati gli esempi di presunti mittenti della fattura: catene di elettrodomestici, corrieri che devono consegnare un pacco e altri ancora.

Ovviamente, è consigliabile la massima precauzione prima di aprire qualunque allegato che non provenga da una fonte assolutamente sicura (e magari sia atteso davvero). Altrimenti l’utente, salvo che sia capace di provvedere da sé a “pulire” il computer, dovrà rivolgersi a un esperto. Ma in ogni caso è opportuno non pagare il riscatto e avvisare la Polizia postale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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