Sicurezza
Cibi nella pattumiera uno spreco da 50 milioni
PISA. Siccome in Italia, mediamente ogni anno, viene buttato il 27% dei generi alimentari prodotti «e a Pisa, che rientra pienamente nella media, i circa 100mila abitanti spendono annualmente...
PISA. Siccome in Italia, mediamente ogni anno, viene buttato il 27% dei generi alimentari prodotti «e a Pisa, che rientra pienamente nella media, i circa 100mila abitanti spendono annualmente 200milioni di euro in cibo, se ne deduce che l’applicazione di una sorta di “spending review” antispreco consentirebbe di risparmiare, o di destinare ad altro, una cifra che si aggira attorno ai cinquanta milioni l’anno». E’ partita da qui la riflessione di Giuliano Meini, presidente locale di Slow food per presentare “Pisa e l’etica del cibo”, la tavola rotonda, patrocinata dall’amministrazione comunale, che si svolgerà nella Sala Regia di Palazzo Gambacorti domani (ore 17) in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione a cui interverranno, oltre allo stesso Meini, il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli, la ricercatrice del laboratorio sugli studi rurali “Sismondi” della facoltà di Agraria Silvia Innocenti, il vicesindaco Paolo Ghezzi e gli assessori comunali a cultura e pubblica istruzione, rispettivamente Dario Danti e Maria Luisa Chiofalo, Maria Marchitiello dell’Asl 5.
«Su questi temi bisogna fare un serio investimento culturale - ha commentato Danti -: tutto il processo che conduce gli alimenti dal campo fin sulle nostre tavole, passando per gli scaffali dei negozi, infatti, è essenzialmente culturale e pone la questione di trovare il punto di equilibrio tra artificiale e naturale».
«Cruciale, quindi, è il lavoro che possiamo svolgere nelle scuole - ha proseguito Chiofalo - perché anche nei nostri refettori non manca lo spreco, vuoi per i contesti, spesso caotici e fonte di distrazione, in cui i pasti vengono consumati, e vuoi perché frequentemente i cibi proposti non incontrano il gusto dei bambini. Per questo dobbiamo cominciare dai più piccoli ed educare loro arrivare fino ai genitori».
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