Sicurezza
Si vendono meno auto: è la crisi o vince la bici?
Pisa: dal 2008 al 2012 il rapporto tra le vetture e gli abitanti è diminuito del 3,9%. È il dato in negativo più alto della Toscana e i motivi possono essere diversi
PISA. Niente auto, siamo pisani. Non è un modo di dire: dal 2008 al 2012 in città il tasso di motorizzazione, cioè il rapporto tra le autovetture circolanti e gli abitanti, è calato del 3,9%, un dato che fa di Pisa la città toscana, fra i capoluoghi di provincia, con il calo più alto.
È quanto emerge dall’ultimo studio della Continental, azienda tedesca produttrice fra l’altro di pneumatici e freni (fatturato di 32,7 miliardi di euro realizzato nel 2012), appena pubblicato. Un esempio di civiltà ecologica con il maggiore uso della bici? Una maggiore sensibilità “sociale” con una buona percentuale di riempimento dei mezzi pubblici? O solo un effetto dei divieti di transito e di sosta sempre più “invadenti” in città, e della perdurante invasione di mezzi provenienti dai Comuni vicini che rendono più difficile per i residenti muoversi in auto? Quel che sembra certo è che non si tratta di un problema economico: la crisi ha colpito tutta la Toscana, non solo Pisa, ma a parte Firenze e Prato nessun altro Comune capoluogo ha avuto un calo superiore al 2%.
Negli stessi anni, infatti, a Firenze il tasso è calato del 2,9%. Una diminuzione è stata rilevata anche in altri comuni capoluogo di provincia toscani (in controtendenza Pistoia, Massa e Lucca), diminuzione che presenta percentuali variabili, che vanno dal -0,2% di Siena al -3,9% di Pisa passando per il -1,2 di Livorno, il -1,6 di Grosseto e Arezzo e il -2,6 di Prato.
I dati raccolti dal Centro Studi Continental si basano su fonti Aci e Istat. Questo processo, spiegano gli analisti, è dovuto a diversi motivi. Da un lato vi è una sempre maggiore difficoltà da parte degli abitanti delle città ad utilizzare l’auto: sono infatti aumentate nei centri cittadini le piste ciclabili e le zone Ztl (in cui la circolazione è vietata per la grande maggioranza delle autovetture). Al contempo è drasticamente diminuito il numero parcheggi gratuiti disponibili. A questi fattori, che già rendono difficile l’uso delle auto in città, si deve poi aggiungere che il prezzo dei carburanti e la pressione fiscale sulle automobili hanno raggiunto livelli quasi insostenibili, e costituiscono quindi un’ulteriore spinta verso un minor utilizzo ed, in un numero crescente di casi, verso la rinuncia all’auto. Secondo lo studio, «occorre però evidenziare che ancora oggi in molti casi l’uso delle autovetture non ha alternative praticabili, soprattutto se si pensa che in molte città i trasporti pubblici funzionano male e costano sempre di più e che alcuni servizi di grande importanza, come la consegna delle merci, non possono essere fatti se non con l’uso di mezzi a motore».
In ogni caso, mette in evidenza il Centro Studi Continental, il minor uso delle autovetture nelle città ha portato qualche benefico effetto in termini di miglioramento della qualità dell’aria.
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