Il Tirreno

Pisa

Schianto frontale: muoiono due parà

di Pietro Barghigiani
Schianto frontale: muoiono due parà

Le vittime avevano 20 e 21 anni. Lo scontro tra un Ducato militare e un Tir. Sei feriti, di cui uno in gravi condizioni

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PISA. Due corpi stesi sull’asfalto sotto un telo bianco. La fiancata sinistra sventrata di un Fiat Ducato militare adagiato, sul lato destro quasi intonso, su un pino. A una cinquantina di metri di distanza un Tir appoggiato a una recinzione.

Non è una scena di guerra. Ma le vittime in mimetica ci sono. Sono due giovani militari in servizio al Capar, centro di addestramento paracadutisti, in via di Gello nella caserma Gamerra.

Le vittime. La morte ha colto di sorpresa, in uno schianto devastante tra Ducato e Tir carico di lastre di marmo, Giuseppe Luca Rizzi, 21 anni, di Barletta e di Fabio Grendene, 20 anni, di Milano.

Entrambi avevano il grado di caporale e da qualche settimana si erano trasferiti nella caserma che ha formato migliaia di parà.

È successo sulla via Aurelia davanti alla base Usa di Camp Darby intorno alle 10,30. Nell’urto sono rimaste ferite sei persone, altri cinque militari, di cui una in modo grave, e il conducente del mezzo pesante.

I feriti. A Cisanello le ambulanze della Svs di Livorno, della Misericordia di Pisa e della Pubblica Assistenza del Litorale hanno trasportato Daniele Ambrosino, 42 anni, di Fosdinovo (Massa), camionista, con una lieve ferita alla mano sinistra e un colpo di frusta, dimesso in giornata; Maria Iacovelli, 21 anni, di Foggia, con un trauma cranico e la frattura del bacino; Roberta De Nuccio, 21 anni, di Mesagne (Brindisi), domiciliata nella caserma Gamerra, alla guida del Ducato, che ha serie lesioni al torace e all’addome e per lei i medici si sono riservati la prognosi ricoverandola in rianimazione; Luca Leone, 22 anni, di Volla (Napoli), trauma cranico; Filippo Monteserrato, 21 anni, di Gela, contusioni varie; il caporal maggiore, Daniele Rotondi, 27 anni, di Velletri, ha rimediato alcune fratture.

Lo schianto. Sul Ducato viaggiavano in sette. Stavano rientrando da un servizio di vigilanza alla caserma Lustrissimi della Brigata Folgore a Livorno. De Nuccio, la guidatrice, non aveva fatto la nottata di guardia.

Era andata a prendere i commilitoni smontanti per riportarli alla Gamerra.

Stando al racconto dei testimoni il Ducato, che procedeva in direzione di Pisa, ha sorpassato una Bmw station wagon, ma non è poi riuscito a rientrare nella sua carreggiata e avrebbe perso aderenza sull’asfalto. In quegli attimi è sopraggiunto dalla direzione opposta il Tir condotto da Daniele Ambrosini contro cui il mezzo militare è andato a schiantarsi.

Lo spigolo sinistro della motrice ha centro la fiancata del lato guidatore del Ducato dando il via a una carambola mortale. Gli effetti si sono visti dopo qualche secondo.

Due corpi stesi sull’Aurelia, uno dei quali a una decina di metri dal furgone. Un terzo militare sdraiato sotto il mezzo distrutto. Il Tir ha percorso una cinquantina di metri dopo l’urto per poi concludere la sua corsa sulla recinzione della base Usa.

I soccorsi. I vigili del fuoco di Pisa e Livorno hanno estratto i militari feriti. Due erano in piedi, dopo essere usciti da soli. Doloranti, ma vivi. Per Rizzi e Grandene non c’era più niente da fare. Sulla Bmw c’erano due bimbi piccoli che hanno iniziato a piangere. Un carabiniere li ha rassicurati e poi sono stati portati via.

L’inchiesta. I carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia, con la polizia municipale, hanno acquisito i primi elementi per ricostruire la dinamica dello scontro. Il caporale De Nuccio è stata sottoposta ai test tossicologici che avrebbero escluso assunzioni di alcol o droghe.

Sono stati sentiti i testimoni in transito al momento dell’incidente che hanno riferito su andature e manovre dei mezzi coinvolti. Ma soprattutto saranno cruciali le deposizioni dei militari che si sono salvati. Agli inquirenti dovranno fornire chiarimenti su velocità del Ducato, condizioni della strada e possibili imprevisti che possano aver contribuito o causato l’incidente.

Dell’episodio è stato informato il sostituto procuratore di turno, Sisto Restuccia che, dopo il sequestro di Tir e furgone, ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo plurimo. In attesa dell’informativa dei carabinieri sulla dinamica dei fatti per decidere eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.

Il comandante. «Veder morire ragazzi di 20 anni che servono la patria e fanno il loro dovere è angosciante sia come uomini sia come militari». Il comandante del Capar, colonnello Aldo Mezzalana, ieri mattina si è precipitato sul luogo dell’incidente. È stato lui ad avvertire le famiglie di deceduti e feriti. «I familiari dei nostri ragazzi – aggiunge – arriveranno a Pisa accompagnate da personale militare, anche di supporto psicologico per queste situazione angosciante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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