Il Tirreno

Pisa

Pd, Nocchi verso la riconferma

di Gianluca Campanella

L’attuale segretario provinciale in quota Cuperlo tenta il bis lo sfidano Giglioli e Fabbri. Comunale ancora senza candidati

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il Pd ha sciolto il primo dei due nodi territoriali in vista del congresso: il 6 novembre, a livello provinciale, si candidano Francesco Nocchi (37 anni), leader uscente, in quota Cuperlo; Simone Giglioli (quasi 35), capogruppo del partito a San Miniato, renziano; Stefano Fabbri (46), ex presidente delle Acli dal 2000 al 2006 e portavoce del comitato per Civati.

Ancora qualche ora, invece, per ufficializzare le candidature del congresso comunale, in calendario il 4 novembre: le regole impongono il deposito del nome due giorni prima della prima riunione di circolo. Tra le assemblee delle undici sezioni del Pd locale, quella di “Pisa centro” era prevista per metà settimana; ma è stato chiesto uno spostamento perché il lavoro da fare è immenso (si sta organizzando in poco tempo un congresso che in genere porta via mesi): in ogni caso, tutte le operazioni devono avvenire entro il 31 ottobre. Le regole prevedono che ogni candidato sarà collegato a una lista di candidati alla rispettiva assemblea comunale o provinciale. Queste liste dovranno essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere uomo/donna. Inoltre, ai congressi di circolo potranno partecipare, con diritto di parola e di voto, tutti coloro che risulteranno iscritti al Pd, in quel dato circolo, entro il termine delle operazioni di voto. In pratica, si può prendere la tessera all’ultimo momento e votare. Sul sito www.pdpisa.it e sulla pagina facebook Pdpisa saranno pubblicate le date di tutti i 111 circoli in cui è strutturato il partito in provincia. Intanto Andrea Ferrante, attuale segretario comunale, è intenzionato a ricandidarsi: a differenza di Nocchi, non ha dato indicazioni del leader nazionale per cui voterà al congresso dell’8 dicembre dove si deciderà il successore di Epifani tra Pippo Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi. La (non) scelta dell’uscente pisano è determinante per capire cosa succederà in città: i renziani, dopo frenetiche riunioni non hanno ancora deciso. Fino a giovedì la partita provinciale e quella comunale erano legate; e tutt’oggi una parte del gruppo ritiene che si debba andare alla conta pure sul livello comunale, anche perché vogliono rompere con il leader attuale.

Un’altra metà del gruppo, al contrario, non vede le condizioni: Ferrante ha guidato una segreteria che non ha danneggiato un’area in particolare; anzi, durante il suo mandato, i supporter del sindaco di Firenze vantano tre assessori comunali (Andrea Serfogli, Marilù Chiofalo e Sandra Capuzzi) sui 6 del Pd, il partito ha superato il 40% e il sindaco Marco Filippeschi ha vinto al primo turno. Perché allora sfidarlo? Si deciderà a maggioranza in settimana.

Di certo, Michele Passarelli, fino a giovedì mattina candidato provinciale, si tira fuori: «Avevo dato la mia disponibilità solo per un’eventuale candidatura provinciale. Sono contento di Giglioli, che è una bravissima persona. Ma sarebbe una follia che io, vice di Ferrante, mi candidassi contro di lui». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa