Sicurezza
Pd, Nocchi si ricandida come segretario
I renziani ritirano l’ipotesi Passarelli: punterebbero ad avere la poltrona comunale. I civatiani invece schierano Fabbri
PISA. Stasera alle 20 scadono i termini per la presentazione dei candidati al congresso territoriale del Pd, previsto per il 4 novembre (livello comunale, con attuale segretario Andrea Ferrante) e per il 6 (provinciale, guidato ora da Francesco Nocchi). Entrambi gli uscenti si ricandidano, mentre sugli sfidanti c’è ancora qualche incertezza: Stefano Fabbri, ex presidente delle Acli pisane dal 2000 al 2006 e da tempi non sospetti civatiano, starebbe per ufficializzare.
Il nodo dei renziani è più complesso: Michele Passarelli, manager ed ex consigliere comunale dal 2008 allo scorso maggio, sembrava fino a ieri mattina il cavallo su cui puntava la compagine vicina al sindaco di Firenze. Ipotesi sembra tramontata nel pomeriggio, poi tutti i telefoni sono stati spenti. Ma da fonti accreditate la spiegazione potrebbe essere la seguente: Nocchi resterebbe a capo della federazione provinciale, mentre l’unione comunale passerebbe nelle mani di Passarelli. E su questo scenario ci vuole qualche spiegazione: la versione “buonista” dice che i renziani non vogliono la guerra per bande e, allo stesso tempo, non vogliono l’unanimismo sui nomi ma la discussione sui temi; visto che sull’operato di Nocchi convergono quasi solo valutazioni positive, allora anche Antonio Mazzeo & Co. (cioè il comitato pro sindaco di Firenze) sosterrebbero l’uscente, rinunciando a un candidato ufficiale. La carta Passarelli è stata sul tavolo sino all’ultimo per non farsi trovare impreparati in caso di conta, a quanto pare ormai scongiurata. La versione “maliziosa” invece prevede una spartizione di potere: Nocchi è invincibile, allora meglio averlo come amico (appoggiandolo) e avere in cambio la poltrona delicata del comunale. Non è un caso che Nocchi abbia annunciato la sua candidatura lunedì sera al direttivo provinciale, lasciando sul piatto due segnali impliciti: il largo anticipo con cui ha chiuso la raccolta delle firme necessarie a presentarsi e la presenza - tra le sottoscrizioni - di quasi tutti i sindaci della provincia. Il discorso su Ferrante è più delicato: la sua elezione fu sofferta, perché il Pd rischiò di spaccarsi; inoltre, durante il suo mandato, il segretario ha incontrato non pochi problemi, dovuti spesso alla difficile (per chiunque) gestione del gruppo consiliare nella scorsa legislatura, pieno di dissidenti e “cani sciolti”. Cambiare lui sarebbe un modo per modificare il gruppo dirigente. Finita la parentesi locale, non ci sarà tempo per riposarsi visto che l’8 dicembre è prevista l’elezione del segretario nazionale; la lunga stagione congressuale si chiuderà a marzo del 2014, con il livello regionale.
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