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L’albero genealogico si ricostruisce sul web

L’albero genealogico si ricostruisce sul web

Ricercatori del Cnr e dell’ateneo spiegheranno come ritrovare la propria storia familiare

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PISA. A caccia di antenati con il Cnr e l'Università.

E' l'iniziativa (sabato 12 ottobre alla Limonaia, palazzo Ruschi, a partire dalle ore 11) messa in piedi dall'Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom) del Cnr e del Dipartimento di biologia dell'ateneo.

Due ricercatori, Vincenzo Palleschi e Stefano Legnaioli, insegneranno a massimo trenta partecipanti per ogni sezione, a rintracciare la propria storia familiare risalendo in alcuni casi a 5-6 secoli fa. «Attraverso l'incrocio di dati genetici, informazioni da archivi di stato, data base ed archivi parrocchiali - dice Palleschi - si può arrivare a scoprire di essere un discendente di Niccolò Machiavelli».

Blasone a parte, non deve esser facile trovare il proprio trisavolo, tant'è che il sottotitolo di queste lezioni è: "A spasso nel web tra archivi digitali e database".

Nel mare magnum del web c'è da perdersi. Ma saranno proprio i ricercatori ad insegnare, attraverso una sorta di manulae digitale, come districarsi tra i siti web per risalire alle proprie origini siano poi da feudatario o da valvassore.

«Si tratta di incrociare genetica, genealogia ed informatica per poter risalire ad un nostro antenato del 1500», dicono dall'Ateneo.

I ricercatori coinvolti nell’iniziativa spiegano che ognuno di noi ha due genitori, quattro nonni, otto bisnonni, sedici trisavoli e tutto funziona come nella favola orientale del chicco di grano, raddoppiato ogni volta per ogni casella della scacchiera. Gli antenati che ci dividono dal tempo dei Romani, a volerli contare tutti, sarebbero un numero maggiore di tutta la popolazione che ha mai abitato la Terra, dall'inizio dei tempi fino ad oggi. Da questo apparente paradosso deriva che tutti gli individui ora viventi hanno un antenato comune molto prossimo nel tempo.

«Internet ci può aiutare, se non a trovare questo antenato, almeno ad avvicinarci ad un quadro più chiaro delle nostre relazioni famigliari- dice Palleschi - più prossime o più remote ed a gestire grosse masse di dati nella maniera migliore, trovando e ordinando fonti e documenti che hanno fatto almeno la nostra storia personale». (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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