Il Tirreno

Pisa

Chiesa nel degrado, scrittore in gabbia per protesta

Danilo Renzullo
Chiesa nel degrado, scrittore in gabbia per protesta

Sergio Costanzo ha postato su Facebook una foto che lo ritrae dentro le reti che cingono l’antico luogo di culto. L’appello sta facendo il giro del web. E voi avete un luogo nel degrado su cui mettere la faccia pur di cercare di salvarlo? Inviateci le foto e noi ne faremo una "battaglia" da condurre insieme ai lettori

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PISA. «Non possiamo più aspettare e oggi ho deciso di protestare e di chiudermi in gabbia, in quella stessa dove la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno sonnecchia ormai senza speranza». Più che un sos, è un grido di dolore quello che Sergio Costanzo affida a Facebook, dove lo scrittore pisano ha postato una foto che lo ritrae all'interno delle reti che cingono la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. Una forma di protesta per denunciare l'abbandono di quello che, oltre un luogo di culto, è un patrimonio artistico e culturale della città, da anni chiuso, ingabbiato e quasi dimenticato.

«Non possiamo percepire il calore delle sue pietre scaldate nel meriggio – commenta lo scrittore su Facebook -. Non possiamo godere della sua frescura nelle giornate di solleone. Non possiamo farci irretire dalle mille voci degli avi che echeggiano nella navata. Non possiamo più aspettare e oggi ho deciso di protestare e di chiudermi in gabbia, in quella stessa dove la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno sonnecchia ormai senza speranza».

«Quelle grate di metallo sono entrate pian piano nei nostri occhi e quando quel paesaggio ci sembrerà normale e non ci scandalizzeremo più...allora sarà finita davvero. Che ne è stato di quel popolo di fieri combattenti?», si chiede Costanzo su Facebook lanciando una sorta di appello ai pisani a reagire, a non abituarsi a quelle grate di metallo che rischiano di offuscare secoli di storia. Appello che non è rimasto inascoltato. Dopo poche ore, sul social network, è nata la pagina-evento “Salviamo piazza San Paolo a Ripa d'Arno”, che ha l'obiettivo di raccogliere foto fatte davanti alla chiesa che testimoniano l'abbandono e il degrado.

Le fotografie raccolte (FOTO), probabilmente, saranno provocatoriamente appese ad uno degli alberi di Natale che saranno allestiti nel centro cittadino. «Una foto per piazza San Paolo – spiegano gli organizzatori della pagina di Facebook (tra cui lo stesso Costanzo) -: ci abbiamo messo la faccia e il cuore, quello pisano ovviamente. Il primo passo è fatto, ma da soli non riusciremo a combinare niente. Pisa ha bisogno dei pisani. Passate di li (piazza San Paolo, ndr) e fatevi una foto all'interno della recinzione. Pubblicatela su Facebook e cerchiamo di smuovere le sensibilità e le competenze. Ci siamo dati un limite (31 dicembre), per contarci e per vedere se Pisa è capace di volersi bene. Magari le foto le stamperemo e le appenderemo ad un albero di Natale proprio al centro della piazza».

L'INIZIATIVA CON I LETTORI. E voi avete un luogo (piazza, strada, monumento, edificio, ecc.) nel degrado su cui mettere la faccia pur di salvarlo? Inviateci (con un post sulla nostra pagina Facebook e per mail all'indirizzo web@iltirreno.it) le vostre immagini davanti al luogo che vorreste mettere in evidenza in modo da iniziare tutti insieme una “battaglia” per evidenziare questi piccoli tesori abbandonati, proprio come la chiesa di San Paolo.  Nessuno vi chiede di saltare recinzioni o di valicare muri: ma di inviarci foto che vi ritraggono davanti al degrado che volete denunciare. Certo, a cause delle ristrettezze economiche degli enti non è facile intervenire, ma noi crediamo che certi patrimoni siano comunque da salvaguardare e, con scelte attente e oculate, si possono fare investimenti. Dunque, mettiamoci la faccia.

IL BUONGIORNO TOSCANA

 

 

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