Il Tirreno

Pisa

Roberta, vigile del fuoco nuovo teste dell’inchiesta

di Pietro Barghigiani
Roberta, vigile del fuoco nuovo teste dell’inchiesta

L’uomo è stato sentito anche ieri dai carabinieri per alcune precisazioni Ha riferito di aver visto la donna salire su un Suv la notte della scomparsa

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PISA. È stato sentito anche ieri mattina, per alcune precisazioni sulla versione già fornita ai carabinieri, il terzo teste che sostiene di aver visto Roberta Ragusa in strada la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.

Si tratta di Filippo Campisi, vigile del fuoco, in servizio all’aeroporto Galilei, sposato e con figli, residente a Gello. L’uomo avrebbe riferito di aver incrociato l’imprenditrice scomparsa nel nulla mentre usciva dal cancello dell’abitazione in via Dini per salire su un Suv. Non avrebbe chiarito, nel suo resoconto agli investigatori, chi fosse alla guida del fuoristrada. Era in auto e stava percorrendo la via dove si trova la casa della famiglia Logli quando i fari della sua vettura avrebbero illuminato la scena che è stata raccontata una prima volta agli inquirenti dal 43enne, anche lui di Gello, ora in carcere per maltrattamenti in famiglia. Secondo la Procura l’uomo, per comodità di cronaca definito il secondo superteste dopo il primo in ordine di tempo, Loris Gozi, avrebbe sentito il racconto del vigile del fuoco e se ne sarebbe appropriato riferendolo come vissuto in prima persona. Quello che ha detto ai militari del nucleo investigativo non lo avrebbe visto con i suoi occhi, ma avrebbe solo riportato le confidenze raccolte dal vigile del fuoco. Sono stati i carabinieri ad andarlo a cercare per avere conferma di quello che si diceva in giro. La sua posizione non è quella di un semplice teste. Come vigile del fuoco è pubblico ufficiale che, allo stato degli atti, venuto a conoscenza di un fatto riferibile a un passaggio chiave dell’inchiesta sulla scomparsa di Roberta, lo avrebbe, comunque, taciuto per quasi venti mesi. Per poi parlarne con alcuni amici e conoscenti. E tra questi il 43enne che è andato a riferire quanto appreso alla trasmissione “Quarto Grado” e poi ai carabinieri. Con una raccomandazione che doveva insospettire gli interlocutori sulla sua affidabilità: «Non sono andato dai carabinieri perché oltre ad avere avuto i miei problemi, ho una situazione disastrata e tutt’ora sono senza lavoro – disse in trasmissione –. Potrei andare a parlare con gli inquirenti, solo se venisse anche l'altro uomo, perché è più attendibile di me». L’altro uomo è il vigile del fuoco tirato in ballo controvoglia in questa storia.

Le ricerche, intanto, proseguono con l’uso del georadar. A Pisa sarebbero arrivati anche i militari del Ros per dare nuovo impulso alle indagini che, come ha ribadito più volte il procuratore capo, in assenza del corpo potrebbero sfociare solo in una richiesta di archiviazione nei confronti del marito Antonio Logli, dall’8 febbraio 2012 indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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