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Pisa

Picchia e umilia la moglie per anni: allontanato da casa

PISA. Picchiata e tradita. Non solo. Costretta anche a pagare i debiti accumulati dal marito nella gestione fallimentare di un bar. Il calvario di una donna italiana si è concluso con l’allontanament...

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PISA. Picchiata e tradita. Non solo. Costretta anche a pagare i debiti accumulati dal marito nella gestione fallimentare di un bar.

Il calvario di una donna italiana si è concluso con l’allontanamento coatto dalla casa coniugale del marito, un tunisino di 47 anni con cui era sposata dal 1995. Lei, impiegata, aveva avuto figli da un’altra unione e dopo un’iniziale armonia nella vita di coppia con l’immigrato, era finita in un tunnel di umiliazioni e violenze. Quando è uscita dal pronto soccorso, dopo l’ennesima corsa all’ospedale per le botte ricevute dal coniuge, si è decisa a denunciare il suo dramma ai carabinieri. Indagini delicate hanno portato all’emissione dell’ordinanza di allontanamento disposta dal Tribunale.

Il racconto della donna ai militari è stato straziante. Dopo un brevissimo primo periodo di relativa armonia, la storia è andata deteriorandosi. Per molti anni, è la tesi del Tribunale, la donna sarebbe tata costretta a subire continue umiliazioni, tradimenti, violenze psicologiche e fisiche da parte del marito. Lui, senza un lavoro e con poca voglia di cercarlo, trascorreva le sue giornate nell'ozio, davanti al computer. I carabinieri hanno accertato anche che dal pc scaricava ogni genere di materiale pornografico. Alcuni filmati lo vedevano protagonista di rapporti avuti con le sue amanti anche nella casa doveva viveva con la moglie. Da non trascurare pure l’aspetto economico di una ménage turbolento. La moglie si è vista costretta a pagare i debiti del bar nel quale aveva messo a lavorare il marito, investendo tutti i risparmi di una vita, e andato in fallimento a causa dell'incapacità di gestirlo dell’immigrato. Più volte la donna si era fatta refertare lesioni e fratture alle vertebre, ma mai denunciate per timore di ritorsioni ai figli avuti da una precedente relazione.

Una vita da incubo. Poi l'ultimo episodio di violenza, preceduto da minacce di morte con un coltello puntato alla gola. Era il 4 luglio scorso. Le disse che l’avrebbe sfregiato il viso se lo avesse denunciato. Non usò il coltello, ma la picchiò. All'uscita dal pronto soccorso, l’impiegata si decise a porre fine a quel supplizio bussando alla porta dei carabinieri.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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