Il Tirreno

Pisa

«Quella notte vidi Roberta salire su un Suv»

Sentito dai carabinieri il terzo teste che non chiarisce chi fosse alla guida. Le verifiche della Procura

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PISA. Il terzo testimone del caso Ragusa è stato sentito dai carabinieri. Sono dichiarazioni che in questi giorni vengono verificate dai militari del nucleo investigativo che, al tempo stesso, stanno portando avanti le ricerche del corpo con il georadar.

L’uomo, conoscente del secondo teste, ritenuto inattendibile, che sostiene di aver visto l’imprenditrice uscire di casa in tuta e salire sull’auto del marito, si sarebbe trovato quella sera a passare in via Dini. Ai carabinieri avrebbe detto di aver visto Roberta Ragusa avviarsi verso un Suv e poi entrare nell’abitacolo. Il teste, chiamato dai carabinieri a rendere dichiarazioni senza presentarsi spontaneamente, non avrebbe fatto caso a chi era alla guida dell’auto di grossa cilindrata.

La storia del Suv era già apparsa nelle indagini, ma si era rivelata una pista senza sbocchi. La prima segnalazione fu quella delle titolari di una paninoteca di via Contessa Matilde, dove quella notte, intorno alle due, dissero che era entrata una signora in tuta rosa che aveva chiesto di usare il bagno e che, al diniego dovuto alle pulizie in corso, sarebbe uscita per salire su un Suv che l'aspettava. Il secondo avvistamento era quello di due bariste dell'autogrill di Pontedera sud, che riferirono di aver notato una signora con grandi occhi blu entrare in bagno con una tuta rosa per cambiarsi d'abito. Nulla di provato.

Ora riappare il fantomatico Suv nel racconto del terzo testimone. Il primo è Loris Gozi, quello che dice di aver visto Logli, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere (accusa condivisa per una questione tecnica di procedura penale con il padre Valdemaro e con la sua amante e attuale compagna Sara Calzolaio), in via Gigli prima a mezzanotte e mezzo e poi poco prima delle una. Logli ha sempre sostenuto di essere andato a letto poco dopo mezzanotte (alle 00,17 chiude una telefonata con l’allora amante) e di essersi svegliato alle 6,45. Il secondo, in carcere dalla scorsa settimana per maltrattamenti in famiglia, ha detto ai carabinieri di aver incrociato Roberta alle 00.45 circa mentre saliva sull’auto del marito. L’uomo, 43 anni, con problemi di alcol, non viene ritenuto attendibile dagli investigatori. Avrebbe sentito, in modo del tutto casuale, il racconto del terzo testimone e se ne sarebbe appropriato.

Il procuratore capo Ugo Adinolfi crede «che questa persona nulla abbia visto ma abbia solo raccolto qualche confidenza e poi abbia storpiato la verità».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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