Sicurezza
Dal governo un braccio teso ai proprietari degli stabilimenti
Spiagge all’asta nel 2020, ma intanto i servizi dei bagni potrebbero essere acquistati dagli attuali gestori rendendo la Bolkestein poco appetibile
L'articolo 56 bis del "Decreto del fare" potrebbe dare una mano ai gestori degli stabilimenti balneari le cui spiagge, secondo la direttiva Bolkestein, andranno all'asta nel 2020. In pratica, lo Stato potrebbe passare le proprie aree ai Comuni. Per rendere possibile questo passaggio, le amministrazioni comunali devono inoltrare entro il 30 novembre all'Agenzia del Demanio la richiesta di acquisizione degli immobili. Entro due mesi, l'Agenzia, valutata la richiesta, comunicherà quanto deciso e nel caso di risposta affermativa il trasferimento avverrà a titolo non oneroso. Sicuramente, l’articolo 56 bis va incontro a quella che è una linea già sposata dall’amministrazione comunale. Infatti, il Comune, con il consenso delle associazioni di categoria, è favorevole a dare l’opportunità agli attuali gestori degli stabilimenti di comprare gli immobili che sono sul demanio comunale. Quindi, cabine, ristoranti, bar, servizi, casine, parcheggi e magazzini diventerebbero di proprietà. Tuttavia, ci sono immobili e servizi che sono sul demanio statale e sono esclusi da questa manovra. Il decreto del fare del governo permette il passaggio dell’area demaniale dallo Stato al Comune col risultato di rendere omogeneo tutto il lungomare.
In questo modo, la Bolkestein viene rispettata, ma resta molto meno appetibile perché chi vuole partecipare all’asta nel 2020 si ritroverebbe ad acquisire solo l’arenile svincolato dai servizi.
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