Una tradizione degenerata in gazzarra
Per la festa dei cento giorni alla maturità il prato viene trasformato in un’arena da concerto
PISA. Il rito propiziatorio da anni ormai è diventato un pretesto. Per marinare la scuola certo, ma anche per inscenare una movida mattutina in un luogo che la sacralità dei monumenti e la bellezza artistica indurrebbe a ben altri usi. Magari con un rispetto che se non vuole essere ispirato al fervore religioso, almeno a quello della buona educazione. E, invece, l’happening si trasforma in un bivacco chiassoso per la birra che scorre e sfacciato al limite della molestia.
Allo scoccare dei cento giorni esatti dalla maturità la tradizione vuole che porti fortuna accarezzare la mitica lucertolina di bronzo a due code scolpita sulla porta centrale della cattedrale davanti al Battistero. Poco male se questa usanza non scatenasse una gazzarra a cui partecipano migliaia di maturandi provenienti da tutta la Toscana e con arrivi anche da fuori regione. Da termpo l’Opera della Primaziale, per preservare l'antico animaletto dall'usura, nel giorno dell’assalto per il rituale pagano transenna la porta coprendola con dei pannelli e piazzandoci davanti un vigilante. Riti alternativi vengono improvvisati un po' ovunque, come ad esempio fare "a zoppetto" il giro della Cattedrale o del Battistero. Secondo, infatti, un'antica tradizione goliardica, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, l'animaletto costituirebbe una sorta di portafortuna per chi deve sostenere l'esame di maturità. Fino a pochi anni fa non era difficile potersi avvicinare alla porta, ma quando l'usanza ha varcato i confini pisani, l’Opera della Primaziale è dovuta correre ai ripari anche perché il rilievo rischiava un danneggiamento per "consunzione".
La leggenda vuole che toccando le piccole figure decorate nella parte sinistra della porta, il cane, il ranocchio e soprattutto la lucertola, i sogni e i desideri più belli si realizzino.
Spirito sincero quello della maggioranza degli studenti che riempiono Piazza Miracoli sperando di orientare il fato a loro favore. Peccato, però, che ci sia chi scambia il prato per un’area da concerti e pensi più a bere e a fumare che alla tradizione. (p.b.)
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