Il Tirreno

Pisa

Palpeggia ragazza, studente a processo

di Pietro Barghigiani
Palpeggia ragazza, studente a processo

L’accusa: violenza sessuale di gruppo in concorso con ignoti. L’episodio in Piazza dei Miracoli per il rito della lucertola

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PISA. Una corsa sul prato con altri amici per circondare un gruppetto di ragazze. Con un approccio poco cavalleresco le studentesse vengono spinte verso il Battistero e poi i maschi partono con i palpeggiamenti nelle parti intime e sul seno. Il tutto almeno per una trentina di secondi. Finita la scorribanda i ragazzi si dirigono altrove nella zona monumentale di Piazza dei Miracoli a fare baldoria per la festa dei cento giorni alla maturità.

L’accusa. Uno dei protagonisti di questa scena, avvenuta il 15 marzo 2011, in occasione del “rito della lucertola”, è sotto processo per violenza sessuale di gruppo in concorso con ignoti. Gli altri amici non sono stati identificati. Ora rischia da 6 a 12 anni di carcere.

La denuncia. Una studentessa, turbata per i toccamenti, lo aveva denunciato ai vigili urbani in servizio al Duomo. In aula, il processo si svolge a porte chiuse (presidente del secondo collegio Pietro Murano, pm Paola Rizzo), la parte offesa ha confermato le accuse e riconosciuto il suo “palpeggiatore” attraverso una foto. Non ci sono costituzioni di parti civili, né è stato avviato un procedimento per la richiesta danni. C’era una denuncia alla polizia municipale che non si è fermata e che ora è diventata un processo.

La storia. Le amiche, dopo essere state al mare, la mattina finiscono con altri migliaia di maturandi in Piazza dei Miracoli per partecipare al rito propiziatorio. A un certo punto una decina di giovani si avventa sulle studentesse dando vita a quello che per uno studente di 21 anni, immigrato africano, ma da anni residente e inserito a Pisa, si trasforma in un incubo. Lui sostiene che quella ragazza si è sbagliata. Che lo ha confuso con un altro. Lei, però, conferma le accuse con un riconoscimento fotografico. «È lui quello che mi ha toccata» ripete in udienza.

Gesto e punizione. Da quando venne denunciato, il 21enne non si dà pace. Al suo avvocato, Fabrizio Bartelloni, ha chiesto come abbia potuto ritrovarsi con un’accusa così infamante e dalla sanzione severa per un comportamento generalizzato che ogni anno si ripete davanti al Duomo. Tra le destinatarie dei palpeggiamenti le reazioni non sono identiche. C’è chi abbozza e passa oltre e chi non accetta il pretesto del rito per sentirsi le mani addosso. Così è andata questa volta con la ragazza che ha chiesto l’intervento dei vigili. Dopo lo choc per il rinvio a giudizio, il 21enne ora si trova a riflettere sulle conseguenze di quel gesto che lo ha portato a sbattere contro il codice penale. Lo studente racconterà in aula a marzo la sua verità. Sospeso tra la goliardia di cattivo gusto e una condanna molto dura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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