Toscana
Sant’Anna, 11 milioni di euro per costruire un altro polo
Sorgerà nel comune di San Giuliano Terme dando vita a un campus universitario data la vicinanza con gli edifici del Cnr, dell’Ateneo e del residence Praticelli
PISA. Un’area di 43mila metri quadri nel Comune di San Giuliano Terme e 11 milioni di investimento da parte della Scuola Superiore Sant’Anna per il nuovo polo della ricerca. Con l’accordo tra i due enti nasce , di fatto, il campus universitario che per anni è stato un sogno.
Ormai la zona della Fontina è un concentrato di istituzioni accademiche: a un passo l’una dall’altra, ci sono già il Cnr (che dipende dal ministero dell’Università) e il residence Praticelli (gestito da privati per conto del Dsu Toscana, l’azienda regionale per il diritto allo studio). Inoltre sarà pronto l’anno prossimo il nuovo polo di Chimica, voluto dall’Ateneo.
Ieri è stato presentato l’accordo tra Sant’Anna e San Giuliano che prevede l’esecuzione del primo lotto entro dicembre 2016: 4.500 metri quadri per l’istituto “Scienze della vita”, uno dei sei che compongono la scuola d’eccellenza.
La logica che c’è dietro l’operazione del Sant’Anna è sia economica che scientifica. Il primo punto è facile da spiegare: ora i laboratori sono sacrificati in spazi non sufficienti oppure in affitto all’interno di immobili non di proprietà. L’intenzione di Pierdomenico Perata, direttore della Scuola, è quella di «annullare i fitti nel medio periodo. È anche auspicabile una razionalizzazione successiva degli immobili: non è prevista la dismissione del nostro patrimonio, ma non ho pregiudizi».
Il terreno del nuovo polo è stato comprato quasi quattro anni fa con una spesa di circa due milioni, oneri accessori compresi; e per il primo lotto l’investimento di 11 milioni sarà sostenuto solo con fondi propri: nessun mutuo, «perché negli anni abbiamo accantonato il necessario».
Ancora più stringenti sono le motivazioni scientifiche: Perata spiega che «abbiamo cercato un’area il più possibile vicino ad altri insediamenti di ricerca; il polo di Chimica è una risorsa per noi e speriamo di esserlo noi per loro».
Aggiungendo i già citati Cnr e Praticelli, più l’istituto Tecip sempre del Sant’Anna, che è a un tiro di schioppo (è dietro il centro commerciale), il direttore vede completato «il concetto di Campus che Pisa non ha mai voluto sviluppare: per noi è stato un errore scientifico ed economico, poiché si sente l’esigenza di un’unica area della ricerca. Fare diversamente non consente la sinergia dei ricercatori e comporta difficoltà logistiche». Quello spazio tra Pisa e l’ospedale di Cisanello è «ideale per la collocazione: fuori città, ma non troppo».
Il ruolo di San Giuliano è stato nell’ombra finora: il sindaco Paolo Panattoni racconta «quattro anni di riunioni e lavoro di squadra tra i nostri studi tecnici e gli uffici del Sant’Anna, per trovare le soluzioni idonee all’insediamento». Da ora in poi, invece, il Comune darà «un maggiore supporto logistico: per esempio, favoriremo l’accorpamento di funzioni come il trasporto pubblico». In ciò richiama molto il progetto di Area vasta, «che finora era solo sulla carta, mentre ora se ne vede il prodromo»: che si voglia declinare come fusione dei Comuni o in altro modo, secondo Panattoni «i cittadini hanno già dimostrato che esiste il superamento dei confini economici e morfologici» tra Pisa, San Giuliano e gli altri comuni confinanti. Entro il 2020 il Sant’Anna prevede il secondo lotto, dove andrà il Percro, laboratorio di robotica; e con il tempo si utilizzerà tutta l’area.
Perata rivendica «la possibilità di sognare: qualunque progetto futuro da qui a dieci anni può essere ospitato».
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