Attenzione
Saint Gobain, tre assolti in Appello
Erano sette gli imputati per la morte di un pensionato che nel 2006 finì schiacciato sotto un carico di lastre di vetro
PISA. Assolti in appello a Firenze tre dei sette imputati per una morte bianca avvenuta in Saint Gobain sette anni e tre mesi fa. La condanna è stata conferrnata per quattro dei sette indagati che finirono a giudizio. Le pene inflitte per quella disgrazia sono scese da sette anni e nove mesi e quattro anni e nove mesi. Il 26 giugno del 2006, un pensionato pontederese, Carlo Pratelli, 62 anni, restò ucciso nella fabbrica di Porta a Mare, schiacciato dal crollo di un carico di sei tonnellate di lastre di vetro. Per la morte dell'uomo, nell'inchiesta condotta dal sostituto Giovanni Porpora, erano stati accusati di omicidio colposo in nove: Mario Mariano e Franco Mancini, due fratelli cascinesi, titolari della ditta di trasporti Mancini Srl, e Gianfranco Cecconi, 66 anni, preposto alla sicurezza del magazzino float della fabbrica pisana; e ancora 4 dipendenti della Coop Altea Igs, che curava il carico delle lastre sui semirimorchi, e cioè Maurizio Raugi, 49 anni, Antonino Arcilesi, 53, Marco Cini, 48, e Andrea Magnani, 39; con loro anche Pascal Canton, 64 anni, francese domiciliato a Pisa, in qualità all'epoca di amministratore delegato della Sggies, Saint Gobain Glass Italia Logistica Servizi, società delegata dalla casa madre In Europa al trasporto e al controllo della sicurezza; infine Grazio Liborio Sciagura, 61 anni, proprietario del semirimorchio con cui era avvenuta la disgrazia, a disposizione della ditta Mancini. Come responsabili civili erano stati citati anche la Srl Mancini e due aziende della St. Gobain, la Glass Italia logistica e servizi Srl e la Glass Italia Spa. Parti civili si erano costituiti i due figli del camionista, Alessandro e Massimiliano, i fratelli, Giuliana e Giuliano, e la moglie, Maria Celeste Petese; ad assisterli gli avvocati Salvatore Marino, Rossella Gagliardi, Giovanni Capria e Francesco Pucci.
Il 26 giugno del 2006 Pratelli, che lavorava saltuariamente senza contratto per la Mancini, entrò in Saint Gobain per prelevare un carico: la tragedia avvenne durante il carico della lastre nei magazzini dell'area float, dove il camionista rimase orribilmente schiacciato sotto una pioggia di vetro.
In primo grado, a Pisa, il giudice Giulio Cesare Cipolletta aveva assolto Sciagura per non aver commesso il fatto e aveva condannato a 2 anni Franco Mancini, 78 anni, e l'ad Canton, a un anno Cecconi e Raugi, a 9 mesi Magnani e a 6 Arcilesi e Cini. Concessa la condizionale a Magnani, Arcilesi e Cini, per gli altri l'aveva subordinata al pagamento entro un mese della provvisionale. Mario Mariano Mancini, l'imprenditore per cui Pratelli lavorava come autista, era morto due settimane prima della sentenza di primo grado e dunque non potè più essere giudicato.
La Corte d'appello di Firenze (presidente Anna Ruggiero, consiglieri Giovanni Perini e Anna Favi) ha assolto Canton, Cini e Arcilesi per non aver commesso il fatto, ha revocato le statuizioni civili nei loro confronti e nei confronti di Cecconi e dei responsabili civili Saint Gobain Glass Italia Spa e Saint Gobain Glass Italia logistica e servizi Srl; ha rideterminato quindi le provvisionali già concesse alla moglie e ai figli della vittima in centomila euro ciascuno; ha confernato quindi le altre condanne (2 anni a Mancini, 1 a Cecconi e Raugi e 9 mesi a Magnani); infine ha condannato Mancini, Raugi e Magnani, in solido e col responsabile civile Autotrasporti Mancini Attilio Srl alla refusione delle spese sostenute dalle parti civili, liquidate in tremila euro ciascuna. Mancini, Cecconi, Raugi e Magnani sono stati anche condannati al pagamento delle spese di appello. Entro novanta giorni sarà depositata la sentenza per una storia al centro di molte polemiche. I figli dell'autista infatti, a tre anni dalla morte del padre, nel 2009, avevano scritto una lettera aperta che metteva sotto accusa la lentezza della giustizia chiedendo un colpevole per il lutto che ali aveva colpiti.
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