Il Tirreno

Pisa

soddisfatti i viticoltori

Ottima vendemmia si preannuncia un’annata speciale

di Pierluigi Ara
Ottima vendemmia si preannuncia un’annata speciale

SAN GIULIANO. In questi giorni è in corso la vendemmia, anzi è in corso “il ribollir dei tini”, per dirla con Giosuè Carducci, dopo che l’uva è stata tolta dai tralci con un certo anticipo. Se per l’...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN GIULIANO. In questi giorni è in corso la vendemmia, anzi è in corso “il ribollir dei tini”, per dirla con Giosuè Carducci, dopo che l’uva è stata tolta dai tralci con un certo anticipo.

Se per l’olio non si prospetta una grande stagione, è invece tutto ok nel segno del dio Bacco. Pressoché unanimi al riguardo i giudizi, che concordano sulla qualità e la quantità della produzione. «Bisogna andare indietro nel tempo – dice Mario Meucci – per trovare una vendemmia super come questa del 2013. Non possiamo che salutare con viva soddisfazione quanto ci regalano i vigneti. Sia chiaro, una volta erano parecchie le aree coltivate con filari e pergolati capaci di occupare ampi spazi nei campi e negli orti. Oggi la situazione appare differente, non di meno è ancora importante produrre vino».

«In alcune zone – porta la testimonianza Roberto Battaglini – siamo in presenza di un autentico boom. Tanta, tantissima uva bianca e uva nera con speciale menzione del Trebbiano e della Malvasia. Colpisce la maturazione completa degli acini, sani e ben sviluppati».

Luca Consani è d’accordo, però la sua è un’analisi meno entusiasta. «Il sole impietoso dell’estate – afferma – ha in parte accelerato il ritmo di cottura naturale con la conseguenza che il sapore pieno della materia prima, appunto l’uva, influirà in qualche modo sul gusto della bevanda. In altri termini il vino sarà comunque eccellente e con qualche grado in più, specie se la raccolta avviene in collina».

«Quanta fatica – interviene Maria Bevenuti – nell’accompagnare il vino nel lungo e tortuoso percorso: dalla concimazione alla potatura, dalla legatura delle viti ai trattamenti a base di rame e zolfo; quindi la vendemmia, la fermentazione nelle botti in cantina ed infine l’imbottigliamento che precede la commercializzazione quando esistono quantità superiori , che non sono rivolte al semplice consumo familiare. Quando però – conclude Maria Benvenuti – siamo con tanto vino buono, come questo autunno, i sacrifici li facciamo volentieri. Possiamo brindare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa