Italia
Le verdure restano le meno amate
Indagine di Elior: al primo posto la pasta al pomodoro o in bianco
PISA. Cosa risulta più gradito nelle mense della scuola materna? Cosa vorrebbero trovare a tavola gli alunni delle elementari e medie? I vassoi sono sufficientemente “generosi”? Sono solo alcune delle domande contenute nei questionari elaborati da Elior Ristorazione (la ditta che fornisce i pasti) sull’indice di gradimento delle mense scolastiche.
L'indagine ha coinvolto scuole di ogni ordine e grado, ma anche genitori ed insegnanti. I parametri di valutazione hanno tenuto conto, tra l'altro, della puntualità del servizio, del rispetto delle diete etico-religiose e del personale impiegato. I risultati non sono sorprendenti: poco graditi le minestre, il pesce e i contorni di verdura. Questi ultimi registrano soltanto il 52% di gradimento e sono la portata a maggiore percentuale di scarti, 13%. In cima alle preferenze c'è sempre la pasta al pomodoro, ma anche in bianco, la lasagna e la pizza, 73% di gradimento. I secondi di carne bianca o prosciutto cotto sono comunque apprezzati, mentre i bastoncini di pesce restano i più graditi rispetto ad ogni altro tipo di pesce.
Interessante la sezione dei commenti degli alunni. Tra quelli della scuola primaria emerge il desiderio di consumare meno minestre e più pizza, e possibilmente un dolcino o un gelato a fine pasto. Tra gli studenti della scuola media cresce invece la voglia di hamburger, patatine e qualche hot dog. Richieste considerate normali, replicano i responsabili della ditta, ma poco affini alle linee guida della Asl e del Ministero della salute. Inoltre si scopre che i bambini stranieri si dimostrano più avvezzi a mangiare pesce.
I risultati dell'indagine sono stati illustrati ieri dall'assessore alle politiche scolastiche Marilù Chiofalo, dalla dottoressa Alessandra Fedi di Elior, da Francesco Sardo nella funzione di direttore dei Servizi educativi, dalla dottoressa Elena Griesi, responsabile per la nutrizione per l'Asl 5 e dai genitori della commissione mensa, Stefano Zaccagnini e Clelia Barbati.
«L'importanza dei dati raccolti serve non solo a valutare il gradimento, ma ci supporta nel migliorare il servizio - ha spiegato Chiofalo - Il momento del pasto deve diventare un’esperienza relazionale piacevole, oltre che essere gradita al palato. Una base da cui partire per imparare ad alimentarsi bene anche a casa».
In arrivo il piatto unico. La sperimentazione partirà con la paella il 9 ottobre nelle scuola elementare Calandrini e nella primaria Zerboglio. Da quest'anno ci sarà anche la seconda giornata con cibi di filiera corta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google