Il Tirreno

Pisa

Tutti in piazza Manin, ora si accelera

di Daniele Benvenuti
Tutti in piazza Manin, ora si accelera

Un mese per chiudere l’istruttoria sulla possibile soluzione per i bancarellai. Più complicata l’ipotesi piazza Arcivescovado

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PISA. Un mese, al massimo, per chiudere l’istruttoria sulle proposte alternative a via Pietrasantina che Confesercenti, Confcommercio e commissione del mercato del Duomo avevano inviato al sindaco Filippeschi sabato scorso. Un mese, quindi, a partire da lunedì giorno in cui il dirigente Dario Franchini aveva risposto ufficialmente a quella richiesta annunciando l’avvio dell’istruttoria. Mentre in Piazza dei Miracoli la rimozione dei banchi procede tra diverse difficoltà, sembra aprirsi lo spazio per il dialogo. In ballo ci sono sempre le due aree di piazza Manin e piazza Arcivescovado che i bancarellai hanno individuato per proseguire la loro attività per il tempo necessario ai lavori in Piazza dei Miracoli. Aree che, commercialmente, ritengono essere migliori del parcheggio dei bus turistici di via Pietrasantina. Il sindaco Marco Filippeschi, quindi, ha aperto il tavolo tecnico di confronto dando la disponibilità ad una attenta valutazione di queste alternative. Non a caso, in contemporanea con la lettera dell’architetto Franchini, ha informato le istituzioni a vario titolo coinvolte da questo procedimento della proposta dei bancarellai.

«Non possiamo che accogliere positivamente l’apertura di un confronto vero sull’alternativa a via Pietrasantina da parte dell’amministrazione comunale – commenta Gianmarco Boni, uno dei coordinatori della commissione di mercato del Duomo - Crediamo che da parte nostra, in questo drammatico momento in cui i banchi vengono rimossi, ci sia un grande senso di responsabilità. Lo abbiamo sempre dimostrato anche se in certi frangenti è difficile mantenere la calma. Ci auguriamo quindi che l’amministrazione comunale – conclude Boni - voglia imboccare fino in fondo la strada della soluzione condivisa e, magari, accelerare al massimo una chiusura positiva dell’istruttoria». Una istruttoria che dovrà valutare sia la fattibilità dell’insediamento delle 39 attività che gli eventuali vincoli che lo impediscono. Proprio per quanto riguarda i vincoli, piazza Arcivescovado appare la soluzione più complicata. Diventa perciò più forte l’ipotesi piazza Manin, per la quale esiste un semplice vincolo ambientale. Ovviamente per la collocazione di queste attività si dovrebbe pensare a strutture molto snelle (tre metri per due al massimo) e rimovibili. Pur con qualche difficoltà logistica, comunque, tutte le attività trasferite da Piazza dei Miracoli potrebbero trovare una nuova sede proprio al di là dell’arco. Se su questo aspetto il pallino è in mano a Palazzo Gambacorti per tutte le verifiche e valutazioni del caso, su un altro fronte tutto ricade sui bancarellai. Stiamo parlando della proposta di acquisto dell’Umi 1. La proposta è stata già esposta dalle associazioni di categoria e dagli ambulanti stessi in apertura della conferenza dei servizi del 20 settembre scorso. L’Azienda Ospedaliera ha intenzione di chiudere il bando per il Santa Chiara (sia per l’area destinata alle attività commerciali che per i restanti lotti) entro l’anno. Occorre quindi una costituzione rapida da parte dei bancarellai, tramite Confesercenti e Confcommercio, del soggetto giuridico in grado di formulare l’offerta. In attesa di tutto questo c'è ancora da fare i conti con la chiusura delle attività. Alcuni dei 23 dipendenti hanno chies+to l'attivazione dalla cassa integrazione in deroga. I titolari stanno pensando poi con grande preoccupazione alla prossima scadenza fiscale (l'acconto Irpef di novembre).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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