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Pisa

L’ACCUSA: INCASSAVA I SOLDI DELLE VISITE

Truffa e abuso d’ufficio medico sotto processo

Truffa e abuso d’ufficio medico sotto processo

PISA. Soldi incassati dai pazienti per visite fatte in ospedale con ricevute sulle quali appariva il timbro dell’azienda ospedaliera. Solo che il medico, secondo la Procura, si intascava le somme...

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PISA. Soldi incassati dai pazienti per visite fatte in ospedale con ricevute sulle quali appariva il timbro dell’azienda ospedaliera. Solo che il medico, secondo la Procura, si intascava le somme senza girarla all’Aoup.

Accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e abuso d’ufficio, il dottor Diego Cantarovich, 54 anni, nato a Buenos Aires, cittadino francese, residente a Nantes, è stato rinviato a giudizio dal gip Elsa Iadaresta. La prima udienza si terrà a gennaio. Il professionista è difeso dall’avvocato Antonio Cariello, mentre la Procura è rappresentata dal pm, Giovanni Porpora, titolare dell’inchiesta svolta dalla Guardia di finanza.

L’esperienza del medico a Cisanello risale al 2011. Cantarovich aveva un contratto a tempo determinato dall’aprile al settembre per un importo di 45mila euro. Il suo ruolo, all’interno dell’unità operativa di chirurgia generale dei trapianti, era quello di coordinatore delle attività connesse con la chirurgia attinente i trapianti di rene o rene-pancreas. Per l’accusa il medico avrebbe visitato i pazienti, bisognosi di trapianto di rene, che si rivolgevano al Centro Trapianti di Pisa facendo credere ai malati di aver svolto il consulto in regime di intramoenia. E alla fine della visita percepiva il compenso, stando alla Procura non dovuto, per il solo profitto personale. Importi che potevano oscillare tra i 200 e i 500 euro a visita, in contanti, «rilasciando ai pazienti ricevute di pagamento recanti il timbro dell’Azienda ospedaliera – è la tesi della Finanza – il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto violando i doveri inerenti un pubblico servizio e, cosa ancor più grave, approfittando delle condizioni di particolare bisogno in cui essi versavano a causa delle loro patologie». L’altro aspetto contestato riguarda l’esercizio abusivo di attività intramoenia nei locali di Cisanello durante l’orario di lavoro e utilizzando beni e personale dell’azienda. Per l’accusa si tratta di una violazione alla normativa vigente e del regolamento dell’Aoup che avrebbe consentito all’imputato di procurarsi un ingiusto vantaggio patrimoniale pari agli onorari percepiti in modo illecito dagli ammalati. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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