Italia
Roberta, superteste violento: arrestato
Finisce in carcere l’uomo delle presunte rivelazioni sul caso Ragusa. Picchiava il padre che dice: «Beve, è inattendibile»
SAN GIULIANO TERME. L’ultimo presunto superteste del caso Ragusa è in carcere. Lo hanno arrestato i carabinieri di San Giuliano Terme in esecuzione di una misura cautelare firmata dal sostituto procuratore, Antonio Giaconi. Maltrattamenti in famiglia è il reato contestato al disoccupato di 43 anni, di Gello (omettiamo il nome per tutelare i familiari) che è finito al Don Bosco con l’accusa di aver picchiato il padre.
Il teste, che venerdì scorso alla trasmissione “Quarto Grado” aveva riferito di aver visto Roberta Ragusa uscire di casa con un pigiama poco prima delle una nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 e salire sull’auto del marito Antonio Logli, un mese fa era già stato arrestato. In quella occasione si era messo nei guai dopo aver alzato le mani sulla convivente. Non un episodio isolato. Erano, stando alle accuse, situazioni frequenti quelle che vedevano il 43enne accanirsi sulla sua compagna con minacce e intimidazioni. Gesti ripetuti nel tempo che nelle scorse settimane sono culminati con l’ultima reazione rabbiosa dell’uomo contro la convivente. Lo avevano arrestato per stalking. Dopo essere tornato in libertà si era trasferito di nuovo a casa del padre. Che conferma la natura irascibile del figlio e, a proposito delle dichiarazioni sulla scomparsa di Roberta Ragusa, invita inquirenti e opinione pubblica a non dare credito a quanto va raccontando da giorni.
C’è una misura cautelare in carcere per suo figlio?
«Sì».
È la stessa persona che dice di aver visto Roberta Ragusa la notte della sparizione.
«È poco attendibile perché spesso si ubriaca. Meglio lasciare perdere, date retta».
Ha problemi di alcol?
«Negli ultimi tempi sì»
Secondo lei perché ha voluto raccontare la storia della Ragusa?
«Non so come gli sia venuta in mente. Forse parlando con gli amici per farsi un po’ grande».
Quindi per lei non è attendibile?
«No, assolutamente».
Riguardo ai maltrattamenti da quanto tempo duravano?
«Gli episodi in casa andavano avanti da un po’. Non siamo mai andati d’accordo».
Suo figlio non lavora. Magari era nervoso.
«Una sera è tornato e mi ha menato di brutto. Aveva bevuto e anche tanto. Frequenta due o tre amici che bevono dieci birre al giorno. Lui non c’è abituato».
Un mese fa lo stesso episodio violento con la convivente che gli costò un arresto per stalking.
«Anche quella volta aveva bevuto parecchio».
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