Sicurezza
«Manufatti tutelati nel deposito comunale»
Il sindaco spiega lo spostamento nei magazzini dell’ente a Ospedaletto. Ribadito il no alla liberatoria
PISA. «Le bancarelle sono state portate nel deposito comunale di Ospedaletto perché in quell’area saranno salvaguardate e protette. In via Pietrasantina non era possibile garantire una vigilanza e quindi sarebbero rimaste totalmente abbandonate».
È il sindaco Marco Filippeschi, con una conferenza stampa nel pomeriggio, a chiarire i motivi del trasferimento dei primi banchi rimossi dalla piazza nel deposito comunale di Ospedaletto. «Nei giorni scorsi abbiamo inviato ai titolari dei banchi – dice – una liberatoria in cui proponevamo tre opzioni per la rimozione: la rottamazione (praticamente senza alcun costo), lo spostamento in via Pietrasantina nel posteggio già assegnato o il deposito in un’area comunale in attesa del ritiro. Nessuno ha firmato questo foglio. Quindi abbiamo collocato i banchi nel nostro deposito, al sicuro. Se poi in seguito qualcuno ci chiederà di portare la struttura in via Pietrasantina, lo faremo senza problemi».
Il sindaco difende il percorso della sua amministrazione.
“È ovvio che ogni giorno mi auguro che la situazione possa cambiare in meglio. Siamo comunque di fronte ad una rimozione coatta (i cui costi saranno addebitati agli ambulanti, ndr). Non ci sembrava giusto allestire un’area vigilata, e quindi con ulteriori costi, in via Pietrasantina quando da sempre i bancarellai avevano dichiarato di non voler andare. La liberatoria serviva proprio per dare all’operatore la possibilità di indicare la sua scelta».
E durante la rimozione dei primi banchi i tecnici del Comune hanno chiesto di nuovo ai titolari la volontà di firmare questo atto e la richiesta delle chiavi per aprire la struttura; ma nessuno ha firmato non consegnando nemmeno le chiavi per timore che questo atto fosse inteso come un consenso alla rimozione. E a proposito di costi, il Comune ha affidato le operazioni di rimozione delle bancarelle alla Grandi Sollevamenti che ha presentato un preventivo di spesa al maggior ribasso. La ditta con sede a Ospedaletto ha presentato un offerta di 48mila 400 euro (Iva inclusa) con una durata complessiva che va da un minimo di 14 ad un massimo di 27 giorni (per 7 ore lavorative giornaliere). (d.b.)
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