Finanza
Il commercio è vittima, non colpevole
Confcommercio e Confesercenti replicano alle accuse sul degrado in città. «Penalizzati da tasse, abusivismo e traffico»
PISA. Sul banco degli imputati commercio e ristorazione. Durante il forum organizzato dal Tirreno per parlare di cultura, musei e turismo (prospettive e problemi della città) si sono alzate voci contro un “ambiente” cittadino poco accogliente. Per colpa, secondo queste opinioni, anche del commercio e della ristorazione. «Contro il mordi e fuggi bisogna creare un ambiente che offra cultura e shopping. Qui non c’è. Il sistema commerciale si è degradato», ha detto Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu. «Si fanno anche tentativi con buona volontà, come le aperture serali. Ma nelle domeniche di agosto non è venuto quasi nessuno. Perché? Ristoranti e locali intorno erano tutti chiusi», aveva aggiunto Dario Matteoni, direttore del museo di San Matteo.
Dalle associazione di categoria dei commercianti le accuse vengono respinte con forza. «Il j’accuse lanciato contro il commercio è gratuito e con argomentazioni risibili», contrattacca Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Pisa. «Si parla di commercio degradato - dice - ma lo scenario nel quale operano le attività è poco meno che apocalittico. Strette tra una tassazione locale tra le più alte, in un contesto urbano congestionato e spesso degradato, dove trionfa incontrastato l’abusivismo commerciale, è già tanto che molte riescano a sopravvivere».
Pieragnoli aggiunge: «Questi intellettuali farebbero meglio a calarsi di più nella realtà quotidiana. Basta questo esempio: se un negozio facesse lo stesso numero di clienti che fa il San Matteo come visitatori sarebbe chiuso da tempo. La verità è che non esistono regole di tutela e di valorizzazione del commercio di qualità, così assistiamo al proliferare incontrollato e diffuso dei minimarket etnici a discapito dei negozi di tradizione. E sul fatto che i ristoranti del centro fossero chiusi ad agosto ricordiamo che proprio in quei giorni una buona rappresentanza di ristoratori ha ideato e realizzato la splendida cena sul Ponte di Mezzo. Paradossale che l’accusa provenga da istituzioni che molto spesso hanno orari di apertura e servizi al pubblico ridotti e comunque per nulla rispondenti alle necessità dei fruitori».
«Forse queste persone non sanno che oggi chi apre un negozio o un ristorante è un eroe. Magari con i soldi della Fondazione Pisa sarebbe tutto più facile», interviene il presidente di Confesercenti Pisa, Antonio Veronese. «Il commerciante ora, tra Iva e Tares, fatica ad arrivare a fine mese - dice ancora -. Ci siamo accorti che in Corso Italia i negozi a conduzione familiare, storici, si contano sulle dita di una mano e che aprono solo le grandi catene, che nemmeno partecipano quando viene chiesto un contributo per l’illuminazione natalizia in centro?». Un’altra riflessione sull’ambiente da un punto di vista diverso: «Il commercio deve fare i conti con una città difficoltosa riguardo a parcheggi e viabilità, con la grande distribuzione che fa concorrenza con prezzi sottocosto e una viabilità ad hoc». Una considerazione anche sulla ristorazione: «L’effetto della crisi è anche l’aumento di paninoteche e kebab: meno qualità e meno spesa».
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