Sicurezza
Ecco l’alternativa tra le piazze Manin e Arcivescovado
Si lavora per una sistemazione diversa da via Pietrasantina Il Comune apre alla soluzione invocata dagli operatori
PISA. Con lo sgombero forzato iniziato ieri mattina, si è aperta in maniera obbligata la fase che deve portare ad una collocazione provvisoria delle bancarelle nel periodo in cui Piazza dei Miracoli sarà interessata dai lavori al Museo delle Sinopie.
Collocazione che Palazzo Gambacorti aveva da tempo individuato nel parcheggio dei bus turistici di via Pietrasantina. Ma proprio questa area ha scatenato le reazioni dei bancarellai e delle loro associazioni di categoria, ritenendola inadatta per dare continuità alle proprie attività (questo in vista della sforzo economico per partecipare al bando per acquistare l’area all’interno del Santa Chiara come loro sede definitiva). Ecco perciò che, una volta ottenute le prime rassicurazioni sia sul bando che sul ritorno in Piazza dei Miracoli al termine dei lavori, gli ambulanti hanno chiesto una nuova sede provvisoria individuata in piazza Manin e piazza Arcivescovado. La richiesta ufficiale è giunta sul tavolo del sindaco Marco Filippeschi sabato, a firma di Confesercenti e Confcommercio. Questo, fanno sapere dal Comune, dopo una prima richiesta di incontro tecnico formulata giovedì scorso e seguita, venerdì, da un faccia a faccia con il dirigente Dario Franchini proprio sull’ipotesi delle due piazze. La lettera delle associazioni, dicono ancora da Palazzo Gambacorti, è giunta sabato; impossibile quindi attivare tavoli tecnici prima di lunedì quando lo sgombero coatto doveva iniziare. Ma proprio lunedì è arrivata la risposta del Comune. Prima con una lettera, a firma di Dario Franchini, inviata a Confesercenti, Confcommercio e commissione del mercato del Duomo in cui si comunica l’apertura di un confronto sulle sedi alternative.
«La proposta pervenuta – scrive il dirigente – sarà valutata nel corso di una nuova istruttoria che attiveremo sollecitamente, coinvolgendo le competenze ed i profili di interesse delle diverse istituzioni che già si sono pronunciate. Si dovrà inoltre valutare ogni necessaria connessione della proposta in oggetto con l’attuazione della manifestazione di interesse per la Umi 1 espressa dagli operatori e dai loro interessati». A questa lettera si è aggiunta anche quella del sindaco Filippeschi a tutti soggetti interessati al trasferimento delle bancarelle per annunciare la nuova richiesta dei bancarellai. «Come si vede da questa cronistoria – ha spiegato il sindaco – ogni giorno abbiamo fatto qualcosa. E comunque abbiamo fatto quanto di nostra competenza. Compresa l’apertura di un confronto su aree alternative data la disponibilità, anche questa comunicataci solo ora, di poter dividere le bancarelle». Ma quale sarebbe questa ipotesi alternativa a via Pietrasantina? Piazza Arcivescovado e piazza Manin. Per quanto riguarda la prima, l’ipotesi permetterebbe la collocazione di una trentina di attività sulle 39 oggetto del trasferimento. Le strutture di vendita sarebbero diverse da quelle che stanno rimuovendo. Strutture mobili (come quelle dei mercati ambulanti) con una dimensione massima di 4 metri. Verrebbero collocate al centro della piazza in due file (gli operatori si darebbero quindi le spalle), un metro di distanza una dall’altra. Questo anche in considerazione del progetto di pedonalizzazione di via Santa Maria che chiuderebbe al traffico anche piazza Arcivescovado. L’altra decina di bancarelle sarebbe sistemata in piazza Manin, anche in questo caso in doppia fila. (d.b.)
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