Il Tirreno

Pisa

ex promotore e un buco di 700mila euro

«Davamo i risparmi a Mirko perché ci fidavamo di lui»

«Davamo i risparmi a Mirko perché ci fidavamo di lui»

PISA. «Ci fidavamo di lui. Lo conoscevamo bene e non avevamo nessun dubbio». Quattro delle ventisei parti civili hanno raccontato ieri in Tribunale origine, durata e pessima fine dei rapporti con l’ex...

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PISA. «Ci fidavamo di lui. Lo conoscevamo bene e non avevamo nessun dubbio».

Quattro delle ventisei parti civili hanno raccontato ieri in Tribunale origine, durata e pessima fine dei rapporti con l’ex promotore finanziario, Mirko Graziani, 37 anni, di Crespina, sotto processo per appropriazione indebita.

Davanti al giudice Anna Fabbricatore e al vice procuratore onorario, Giovanni Pepe, i risparmiatori che hanno visto dilapidare parte del proprio patrimonio hanno ricostruito le loro disavventure. Prima di loro aveva testimoniato un ufficiale dei carabinieri. L’imputato, difeso dall’avvocato Laura Antonelli, deve rispondere della sparizione di almeno 700mila euro. Soldi usciti anche dalle tasche di alcuni familiari, in operazione spericolate e, soprattutto, mai autorizzate dai titolari dei conti aperti con Banca Mediolanum.

Aula affollata al primo piano del palazzo di Giustizia tra parti civili e loro legali (gli avvocati Massimiliano Soldaini, Lucia Tognoli, Andrea Di Giuliomaria e il legale di Banca Mediolanum) per un’udienza che da mezzogiorno si è protratta fino a metà pomeriggio. Nel giugno scorso il Tribunale civile di Pontedera aveva condannato Banca Mediolanum (che nel dibattimento penale ora è parte civile) a risarcire 222mila euro a una coppia di pensionati di Lari.

Il processo nasce dalle diverse denunce presentate dai clienti dell'ex promotore finanziario che, fino al maggio del 2007, aveva lavorato per conto di Mediolanum. Convocato dalla banca dopo le segnalazioni dei risparmiatori, Graziani il 18 maggio 2007 spiegò di avere avuto alcuni problemi personali e di aver iniziato a giocare e scommettere dall'inizio del 2006. La passione per il gioco d'azzardo sarebbe stata la principale causa delle difficoltà economiche che avrebbero costretto il promotore a impiegare in maniera illecita i soldi dei clienti e anche di alcuni amici e familiari. I clienti infuriati per i soldi persi risiedono tra Cenaia, suo paese di residenza fino a quando non si è sposato, Crespina, Marina di Pisa, Calci, Cascina, Lari. I primi a scoprire che i loro risparmi avevano preso il volo furono i suoceri del consulente. Gli ammanchi furono scoperti nel 2007 e dopo poco partirono anche le prime denunce. Svariati i comportamenti sanzionati dalla Consob che poi lo radiò. Operazioni transitate dal conto corrente di un risparmiatore effettuate da Graziani in possesso dei codici personali del cliente. Altre operazioni in uscita dal conto di un privato che crede siano state investite in prodotti finanziari. Nella sua istruttoria la Consob rilevò che diversi bonifici e assegni furono firmati «a pagamento di debiti di gioco, in quanto il beneficiario è uno dei soci della ricevitoria» di cui nella delibera di radiazione venne omesso il nome.

Sul processo incombe la prescrizione che per l’appropriazione indebita si consuma dopo 7 anni e mezzo. Prossima udienza a marzo.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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