La manifestazione
«Cure e dimissioni troppo veloci»
Figlia protesta per la degenza a Cisanello. Azienda: regole rispettate
PISA. L’accusa: «Mio padre è stato curato male e dimesso troppo presto. Dopo il ritorno a casa gli è venuta la setticemia». La difesa: «Il paziente aveva una situazione pregressa complicata e le dimissioni dall’ospedale sono state decise dopo aver valutato come buono lo stato di compensazione».
«Dimesso troppo presto». Alessandra Riccetti è la figlia di Franco, l’anziano di Pisa che è stato dimesso sabato scorso 21 settembre dal reparto di traumatologia a Cisanello. Per la figlia sono state dimissioni in cui «non è stato rispettato il protocollo e con gravi errori da parte del personale che fino a quel momento lo aveva in cura. Mio padre operato al femore e anziano, doveva essere trasferito da traumatologia a Cisanello, dopo l'operazione, in una struttura che potesse assisterlo nel post operatorio. I medici e nessuno del personale operativo ci ha informato che il malato doveva essere trasferito per prassi in un centro di assistenza, nessuno ci ha chiesto se volevamo o non volevamo trasferirlo, nessuno ci ha informato su quelli che erano i diritti del malato». Riccetti racconta che il papà «è stato quindi dimesso e aveva bisogno dell'ossigeno ma nessuno si è accertato di questo prima di dimetterlo. È stato mandato a casa con un ago e cannula in vena, nascosti sotto delle bende. Si sono dimenticati di toglierli. È stato mandato a casa con le braccia completamente tumefatte da inserimenti di aghi e simili. Con ferite "aperte" non medicate e a rischio di infezione. Il medico curante è venuto a visitarlo a casa e ha predisposto l'arrivo dell'ossigeno e l'immediato ricovero nella casa di cura di Navacchio. Sono basita e spero che siano fatti i dovuti controlli, per evitare che altri pazienti siano trattati come mio padre. Cioè come bestie al macello».
La replica. L’azienda ospedaliera sottolinea che l'intervento al femore è stato effettuato il 18 settembre entro le 48 ore dalla frattura, «quindi nel rispetto delle migliori indicazioni cliniche e delle prescrizioni deontologiche sull'ospedale senza dolore. Il paziente, già allettato da tempo a domicilio, dunque precedentemente al ricovero, e in uno stato di grave decadimento cognitivo, anche questo preesistente al ricovero, si è procurato delle ferite autonomamente agitandosi nel letto. L’anziano è stato visitato dal geriatra sia prima che dopo l'intervento ortopedico. La dimissione è avvenuta in terza giornata dall'intervento, quando il paziente è stato valutato in buono stato di compensazione dal punto di vista sistemico, ragion per cui è stato inviato al domicilio non necessitando di ulteriore degenza di tipo ospedaliero. Non è stata effettuata dai familiari alcuna richiesta di dimissione controllata». Sulla presenza dell'accesso venoso nel braccio, la direzione sta effettuando tutte le verifiche per appurare se sia stato lasciato appositamente, magari per consentire terapie domiciliari, o se si sia trattato di una dimenticanza del personale infermieristico, nel qual caso bisognerà individuare a cosa è dovuta la criticità emersa e far sì che non si ripeta più» chiarisce l’azienda.
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