Attenzione
Cieca sì, ma non del tutto chiesto processo per truffa
Centralinista avrebbe percepito 66mila euro di indennità di accompagnamento per una presunta cecità totale che per l’accusa sarebbe, invece, solo parziale
SAN GIULIANO TERME. La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio della centralinista di San Giuliano Terme accusata di aver percepito una pensione di invalidità come cieca totale, nonostante, secondo l’accusa, il suo deficit visivo rientrerebbe tra quelli classificabili nella categoria delle cecità parziali.
È stato il sostituto procuratore Giovanni Porpora a chiedere il processo per Loretta Barbuti, 55 anni, accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato. Sarà ora l’ufficio del gip a fissare la data dell’udienza preliminare in cui discutere rinvio a giudizio, archiviazione o supplemento di indagine.
L'accusa. La centralinista, affetta da retinite pigmentosa degenerativa, nell’ipotesi della Procura avrebbe prodotto un falso certificato per attestare un aggravamento del suo già precario stato di salute visiva e ottenere l'indennità di accompagnamento. Il conto delle indebite percezioni fatto dalla Guardia di finanza dal 2003 ad oggi ammonta a 66mila euro.
Il video. Nel corso delle indagini, oltre a una perizia medica, il sostituto procuratore si è avvalso anche di riprese video girate dai finanzieri. Le immagini ritraggono la donna mentre legge un giornale, va da sola al bar camminando su tacchi alti, sale le scale, balla su un palco e si muove nel negozio di abbigliamento del marito nella scelta dei capi.
La difesa. La centralinista ha sempre sostenuto che quelle immagini erano fuorvianti e potevano trarre in inganno uno spettatore poco accorto.
Su quel video Lorella Barbuti nel corso di una conferenza stampa spiegò come riusciva a muoversi con apparente disinvoltura. Per la lettura del giornale, disse, si aiutava con un ausilio per ingrandire le lettere. L'iPad veniva usato con la sintesi vocale. «Riesco ad andare al bar da sola perché ormai conto i passi e gli scalini - chiarì la centralinista -. Negli ambienti che conosco bene non ho bisogno di aiuti particolari. Il ballo poi mi è sempre piaciuto e ho avuto un'insegnante bravissima». Lorella Barbuti ricordò che la commissione medica dell'Asl nel 2003, quella del ministero del Tesoro e nel 2011 anche l'Inps in fase di revisione delle pensioni di invalidità «avevano certificato la cecità assoluta».
Cecità totale o parziale. Per la difesa della donna si può rientrare nella categoria dei ciechi totali sia chi non vede assolutamente niente e sia chi ha un campo visivo inferiore al 3 per cento come nel caso della centralinista. Sono ciechi parziali quelli con un campo visivo al massimo del 10 per cento, ipovedenti gravi fino al 30 per cento, ipovedenti medio-gravi fino al 50 per cento e lievi fino al 60 per cento. Secondo la tesi difensiva della donna chi ha un campo visivo inferiore al 3 per cento non può essere definito un finto non vedente.
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