Il Tirreno

Pisa

Urla e blitz, dieci ore vissute pericolosamente

di Daniele Benvenuti

Tra tensioni, mediazioni e resistenza, la giornata finisce con un nulla di fatto Gli ambulanti restano, oggi si ricomincia. La polizia denuncia 5 persone

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PISA. Dieci ore di tensione, con la polizia schierata in assetto antisommossa, i bancarellai asserragliati all’interno e sopra le strutture di vendita, tanta gente a protestare fuori dalle transenne, due ambulanti soccorsi per problemi al cuore e cinque denunciati dalla polizia per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti. Questo il risultato della giornata in piazza dei Miracoli dove le forze dell’ordine hanno tentato di dare applicazione all’ordinanza comunale per rimuovere le bancarelle. Una giornata in cui gli eventi si sono susseguiti a ritmo continuo, tra urla e pianti di disperazione degli ambulanti (sostenuti da amici e parenti) con gli agenti a svolgere il loro compito nella maniera più professionale possibile vista la delicatezza della situazione. Una giornata conclusa lasciando tutto com’è. E oggi si ricomincia.

Ore 7 la polizia entra in piazza. Il blitz era nell’aria visto che erano trascorsi sette giorni dal termine ultimo fissato dal prefetto per lo sgombero volontario della piazza. Alle 7 da piazza Manin entrano carabinieri e polizia in assetto antisommossa. Percorrono un centinaio di metri allontanando i bancarellai che presidiavano le attività. Poi isolano quindici banchi prima dell’arrivo della ditta che piazza le transenne. Ma i bancarellai aggirano il blocco e salgono sopra i banchi occupandoli.

Ore 7,30 arrivano le associazioni. Il tam tam telefonico dei bancarellai chiama a raccolta in piazza i colleghi. Arrivano anche Confesercenti e Confcommercio con il presidente Balestri ed il vice Trolese, i direttori Sbrana e Pieragnoli, i vice Garzella e Ficeli. La gestione dell’ordine pubblico della piazza è affidata al vicequestore vicario Fabio Cilona, con lui il capo della Digos Gonario Rainone. Si cerca una mediazione, ma nessuno dei bancarellai vuole lasciare la piazza. Un ambulante accusa un lieve malore.

Ore 9,40 entra in piazza la gru. E’ il primo momento di tensione. Dall’arco di piazza Manin entrano i mezzi della ditta Grandi incaricati della rimozione. Dalle bancarelle si alzano le urla e le offese. Fuori dalle transenne si cerca di forzare il blocco, poi vengono strappati i teli che oscuravano il cantiere. I mezzi si posizionano vicino al marciapiede dei banchi.

Ore 10,45 spazio alla mediazione. I rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio cercano l’ennesima mediazione. Arriva anche l’avvocato Stefano Verità, uno dei legali dei bancarellai, che incontra il dirigente comunale Dario Franchini. Intanto in piazza è tornata un po’ di calma.

Ore 14,30 si prepara l’azione di forza. Polizia e carabinieri sono pronti a intervenire. Un cordone di uomini viene schierato all’esterno del cantiere. Il capo dello Digos, con altri tre uomini, sale su due autogru e raggiunge la prima bancarella, quella occupata da Fabio Pezzi e Rino Barruffo. Inizia un lungo dialogo per cercare di convincerli a scendere. Loro chiedono un intervento del sindaco che sia garanzie. I direttori di Confesercenti e Confcommercio riescono a contattare l’assessore al commercio David Gay che ribadisce la disponibilità a valutare l’ipotesi piazza Manin e piazza Arcivescovado. Ma questo non basta ancora ai bancarellai.

Ore 16,05 il blitz. Scatta improvviso il tentativo dei quattro uomini della Digos di sollevare di forza i due occupanti. Riescono in parte con Rino Barruffo, che però ha dei problemi fisici alle gambe. Scoppia la tensione. I colleghi urlano di lasciarlo stare, dalle transenne si cerca di forzare di nuovo il cordone di polizia. Dopo qualche minuto il dottor Rainone decide di recedere dall’azione. Sale un medico per constatare le condizioni di salute del bancarellaio. Intanto la madre Ida si sente male e occorrono i medici anche per lei. La calma, lentamente, torna sia dentro che fuori dal cantiere.

Ore 16,50 la polizia lascia la piazza. Il vicequestore decide che non è possibile procedere a nuove azioni. I reparti speciali abbandonano quindi la piazza. La calma è tornata. Addirittura i due bancarellai abbracciano gli uomini della Digos che scendono dalle autogru. Poco dopo anche i mezzi della ditta Grandi escono dall’arco. Inizia così una lunga notte che i bancarellai passano sul tetto delle loro strutture.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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