Il Tirreno

Pisa

Le occasioni ci sono, i privati si muovano

di Francesco Loi
Le occasioni ci sono, i privati si muovano

Il vicesindaco Ghezzi: «Guardiamo la città con occhio meno critico. Gli imprenditori approfittino degli interventi dei Piuss»

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PISA. «Non guardiamo sempre il bicchiere mezzo vuoto: lavoriamo sulle mancanze, ma riconoscendo anche quello che c’è di buono». Il forum organizzato dal Tirreno la scorsa settimana sui musei cittadini e in generale l’offerta culturale continua a far discutere. I protagonisti del dibattito hanno allargato ben presto il discorso: si può pensare a tutto, dal circuito museale dei lungarni ad una card turistica, ma se prima non “sistemiamo” la città si rischia di compiere sforzi inutili. Più aspetti sono finiti sul banco degli imputati: traffico, pulizia della città, degrado del sistema commerciale. E al tirar delle somme la critica principale è stata: «Pisa non è una città a misura di turista».

Il vicesindaco Paolo Ghezzi, che ha proprio la delega al turismo, invita invece a pensare (anche) in positivo. «Lavoriamo tutti insieme per migliorare quello che non va, ma cominciando davvero a pensare in maniera collettiva e non solo al proprio segmento. E il punto di partenza è quello che questa città sta facendo arricchendo offerta e possibilità: non so quante altre realtà possano vantare altrettanto».

Ghezzi fa un elenco: nuova Corso Italia, nuova piazza Vittorio Emanuele II, nuova piazza dei Cavalieri, nuovo Giardino Scotto, il percorso sulle mura, ma anche il wi-fi libero in centro. «Cosa sono questi se non interventi su decoro e arredo urbano a vantaggio dell’accoglienza in città? Dietro la sigla Piuss c’è la scelta precisa dell’amministrazione di investire risorse (il 40 per cento dei costi dei progetti, il restante da fondi comunitari) per la riqualificazione. In totale molto di più di quanto entra con la tassa di soggiorno».

Il pubblico ha fatto la sua parte, dice di fatto Ghezzi, e ora «sono soprattutto i privati a dover cogliere queste opportunità». Il vicesindaco fa un esempio: dopo la riqualificazione di Corso Italia le piccole attività commerciali, i negozi «avrebbero potuto fare qualcosa».

Dal nostro forum sono uscite una serie di domande e di segnalazioni di criticità. «Ho letto - dice Ghezzi - e ne trovo diverse condivisibili. Ma questa è una città che sta cambiando e propone possibilità che l’iniziativa privata deve cogliere. E intanto continuiamo a lavorare. La strada maestra è quella che abbiamo tracciato, come proseguire ce lo dovrà dire il Piano industriale del turismo: sarà la prima volta che avremo uno strumento del genere».

L’obiettivo è lanciare il bando prima dell’anno, individuando così la società, esperta del settore, che realizzerà il piano. «Sarà un occhio esterno e specializzato - spiega Ghezzi - utile ad indicarci le priorità sulle quali effettuare i prossimi investimenti. Meglio tenere i musei e le chiese più aperte? Oppure puntare su cinema e fiction, tipo Gubbio con Don Matteo e la costa siciliana con Montalbano, per modificare l’immagine della città oltre la Torre? Il piano ci darà suggerimenti. E tutti insieme dovremo decidere cosa potrà aiutarci di più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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