Italia
Dalle barricate fino all’abbraccio con i poliziotti
La giornata di Fabio e Rino sopra le loro bancarelle «Ho un mutuo da pagare, non posso perdere il lavoro»
PISA. Fabio Pezzi e Rino Barruffo sono tra i protagonisti principali di questa lunga giornata di tensione in Piazza dei Miracoli. Sono stati loro, infatti, a posizionarsi sulla prima bancarella lato piazza Manin, quella che le forze dell’ordine hanno deciso di sgomberare in maniera coatta.
Due bancarellai da generazioni. Era ambulante il padre di Fabio, Patrizio, il nonno Luciano e addirittura il bisnonno Ugo che nel 1948 aprì l’attività davanti alla cattedrale. Rino ha una sorella anche lei bancarellaia e soprattutto la mamma Ida, una delle decane della piazza. Si sono trovati per quasi due ore a dialogare con il capo della Digos, Rainone, e tre uomini intenzionati a farli scendere dalla bancarella. Fabio è quello più ciarliero, Rino fuma. E’ quindi Fabio che spiega a Rainone i motivi della protesta. «Se lascio questo banco da domani non avrò più lavoro - dice al capo della Digos - ma a casa ho una moglie, una figlia piccola e il mutuo da pagare. Voi cosa fareste?». I poliziotti dimostrano comprensione, ma chiedono comunque di scendere per evitare di farsi del male. Ci sono anche momenti ironici come quando squilla il cellulare di Pezzi: «Pronto? Mi puoi richiamare, sono in contestazione».
Ma la tensione è comunque alta. I due bancarellai chiedono a Rainone di contattare il sindaco. «Lui ci dà garanzie su piazza Manin - spiegano al dirigente - e noi lasciamo non solo la bancarella, ma anche la piazza. Ma le garanzie le vogliamo adesso».
Intanto passano i minuti e non succede niente. Rainone risponde di non essere riuscito a contattare il sindaco. Confesercenti e Confcommercio provano a fare da ponte tra i bancarellai e il Comune. Riescono a contattare l’assessore al commercio Gay, che invia loro la nota ufficiale di Palazzo Gambacorti in cui si accetta di prendere in esame la soluzione proposta dalle associazioni di spostare i banchi in piazza Manin in attesa del ritorno al Duomo.
Ma Fabio e Rino non mollano. Da loro arriva anche l’invito a continuare la protesta da parte dei rappresentanti della commissione di mercato che sta occupando alcune bancarelle qualche metro più in là. Poi all’improvviso il tentativo degli uomini della Digos di portarli via di peso. E’ Rino il primo a essere preso, mentre Fabio si aggrappa al bordo della bancarella. Rino ha problemi alle gambe, i colleghi urlano di lasciarlo andare. Anche lui urla, per il dolore. A quel punto l’azione dei quattro della Digos si blocca. E’ Rainone a chiedere l’intervento di un medico. Ma Rino sta bene. Intanto Fabio non molla la presa. La tensione a quel punto si placa e le forze dell’ordine annunciano il loro ritiro. Fabio si alza e abbraccia uno ad uno i quattro uomini Digos. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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