Il Tirreno

Pisa

Chiesa dei Cavalieri ferita dalle piogge e dalla burocrazia

di Giovanni Parlato
Chiesa dei Cavalieri ferita dalle piogge e dalla burocrazia

La Fondazione Pisa ha stanziato a marzo i fondi necessari ma da Firenze non è arrivato alcun bando come era atteso

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PISA. Il temporale del fine settimana ha risvegliato un'antica ferita che sarebbe stata dovuta essere già rimarginata. Stiamo parlando della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri il cui tetto doveva essere già stato riparato, invece la macchina della burocrazia è ancora ferma al palo nonostante la Fondazione Pisa abbia finanziato l'opera (costo stimato 350mila euro) e la Sovrintendenza di Pisa abbia a suo tempo effettuato un sopralluogo e sviluppato il progetto di restauro. Tuttavia, l'accordo fra Fondazione e Direzione regionale dei beni culturali - siglato alla fine di febbraio - è rimasto lettera morta, non si ha notizia di un alcun bando con cui il cantiere possa aprire «anche se l'intervento - sottolinea Claudio Pugelli, presidente della Fondazione - aveva e ha il carattere d'urgenza».

I fatti sono noti. Il maltempo dell'anno scorso e dei primi mesi di quest'anno ha messo in evidenza una situazione molto precaria della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri di proprietà demaniale, ma in concessione alla diocesi. Don Aldo Armani, vedendo quei rivoli d'acqua scivolare sul prezioso soffitto ligneo a cassettoni disegnato dal Vasari, non ha esitato a lanciare l'allarme. Ed anche le travi di sostegno in legno del soffitto non avrebbero retto a lungo uno stato di precarietà. La parola d'ordine era: fare presto. Il Tirreno aveva raccolto l'appello e lanciato una petizione sul web raccogliendo una grande adesione. Il sindaco Marco Filippeschi aveva scritto al Ministero dei beni culturali: «Sento di poter rivolgere un appello affinché, con tutta l'urgenza che il caso richiede, si possa intervenire ed ovviare ad un problema che già è drammatico e rischia, se trascurato, di produrre danni irreversibili».

E la Fondazione Pisa, sempre legata alla storia e alle tradizioni pisane, è scesa in campo finanziando l'opera di restauro. In seguito a un sopralluogo, la Sovrintendenza di Pisa ha elaborato un progetto di 350mila euro. Quindi, tra Fondazione e Direzione regionale dei Beni Culturali viene siglato, tra febbraio e marzo, un accordo che «individua un innovativo percorso procedurale» per la realizzazione dell'intervento e permette di vincolare il contributo di 350mila euro stanziato dalla Fondazione esclusivamente alla realizzazione dei lavori necessari per salvare la chiesa di Piazza dei Cavalieri.

Ma l'estate è passata senza che si sia mossa foglia, senza che i lavori siano cominciati fino a domenica scorsa quando, durante la messa, don Aldo Armani, parlando ai fedeli ha ricordato che il male di cui soffre la chiesa nessuno è venuto a curarlo: sono riprese le infiltrazioni.

Nonostante contatti e solleciti, da Firenze, dopo la sigla dell’accordo non è arrivata la pubblicazione del bando di una gara ristretta tra ditte specializzate per appaltare i lavori che dureranno almeno un anno. Dopo le infiltrazioni di questi giorni, altri solleciti partiranno per capire quanto la chiesa dei Cavalieri verrà messa sotto cura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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