La manifestazione
A Eveline e Pasquale un tetto, pasti caldi e tanta speranza
CALCI. Un tetto e un comfort tanto agognati. Risolto, almeno in parte, il caso della giovane coppia, in attesa di un figlio, che, priva di qualsiasi mezzo, era costretta a dormire la notte sulle...
CALCI. Un tetto e un comfort tanto agognati. Risolto, almeno in parte, il caso della giovane coppia, in attesa di un figlio, che, priva di qualsiasi mezzo, era costretta a dormire la notte sulle panchine del paese. Dopo che il nostro giornale ha raccontato la storia, è scattata la macchina della solidarietà. Rosi Fontana, una giornalista sempre in prima linea quando si tratta di dare una mano ai più bisognosi, si è attivata insieme a Roberto Messina; insieme si sono messi in contatto con Anita Baldi, presidente nazionale dell’associazione italiana alberghi della gioventù, per ricercare una soluzione per Eveline Glaudi e Pasquale Tarantino.
«L’obiettivo è stato raggiunto», dice e ripete felice Rosi la quale di persona è corsa a Calci per contattare i due giovani, privi anche del telefono cellulare che era stato loro rubato, nei giorni scorsi, mentre dormivano abbracciati su una delle panchine ai giardinetti comunali. La coppia da ieri sera si trova alloggiata all’ostello della gioventù di Firenze. Sono partiti dalla stazione di Pisa con tre valigie piene di indumenti e di altri oggetti necessari, avuti in dono dalla Fontana la quale ha provveduto prima a far fare loro una doccia calda, poi a rifocillarli a casa sua e quindi a pagare il biglietto destinazione il capoluogo toscano. Nella notte tra domenica e lunedì contro la pioggia battente, ultimo rifugio della coppia è stata una baracca fatiscente, senza luce né acqua, vicino a un laghetto a Campo. «Io che sono rimasta in coma quindici giorni, dopo il terribile incidente stradale a Lucca - riferisce piangendo Eveline - ho capito che cos’è la bontà umana, ho avvertito sempre Dio vicino ai miei problemi». Fa eco Pasquale: «Sono ancora incredulo. Ringrazio infinitamente il Tirreno che ha riferito la nostra vicenda, capace di far battere forte il cuore alla gente. Pensiamo ora con il sorriso a Rayan, il bimbo che Eveline porta in grembo. Avrà anche lui un futuro». Ripetono a una voce: «Vogliamo lavorare e non dipendere da alcuno. Certo non dimenticheremo mai chi ci ha fatto del bene così a piene mani». (p.l.a.)
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