Il Tirreno

Pisa

Tensione tra bancarellai e vigili urbani

di Daniele Banvenuti
Tensione tra bancarellai e vigili urbani

Gli operatori fanno lo sciopero della fame mentre lo sgombero coatto si avvicina. Si cercano alternative col Comune

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PISA. Ancora una giornata di forti tensioni in piazza dei Miracoli dove i bancarellai proseguono lo sciopero della fame e il loro presidio permanente. Una tensione che ha avuto il picco a inizio mattinata quando sono state abbattute due transenne del cantiere vicino all'arco di piazza Manin. Questo a seguito di un diverbio tra alcuni operatori e la polizia municipale. Gli agenti avevano infatti detto agli ambulanti che i permessi per accedere all'interno del cantiere venivano ridotti da tre a uno per banco. Questo, hanno spiegato gli agenti della polizia municipale, in considerazione che la merce è stata rimossa e quindi non ci sarebbe più la necessità di tante persone all'interno delle transenne. Il diverbio è scoppiato quando alla moglie di un bancarellaio è stato impedito di entrare nel cantiere. «Il nostro collega sta facendo lo sciopero della fame insieme a noi - raccontano i coordinatori - e ha accusato un lieve malore. Quando la moglie è venuta in piazza per sincerarsi delle condizioni di salute le è stato impedito di entrare. È scoppiata in lacrime e la tensione è esplosa». Dopo alcuni minuti è tornata la calma e le transenne sono state riposizionate. A placare gli animi l'arrivo di un bagno chimico per i bancarellai del presidio e soprattutto di un medico che ha misurato la pressione agli scioperanti constatando le buone condizioni di salute. La piega presa dalla vicenda negli ultimi giorni sembra complicare il percorso per una soluzione condivisa. Anche se i bancarellai ribadiscono di accettare il piano illustrato dal sindaco in consiglio comunale prima e alla conferenza dei servizi poi. «Ribadiamo la nostra posizione - dicono - che ha come obiettivo finale l'area del S. Chiara. Ma nell'attesa non possiamo accettare via Pietrasantina». E proprio su una soluzione provvisoria e alternativa al parcheggio dei bus turistici, venerdì primo incontro in Comune. Poi i bancarellai con Confcommercio e Confesercenti hanno formalizzato in una lettera al sindaco la proposta per due possibili destinazioni: piazza Manin e piazza Arcivescovado; proposta che i tecnici comunali valuteranno. Da Palazzo Gambacorti fanno sapere di ritenere legittima questa richiesta, ma altrettanto legittimo il completamento delle operazioni di sgombero della piazza. I due percorsi (verifica delle alternative, sgombero della piazza) hanno necessariamente tempi diversi. E fanno intendere che ulteriori comportamenti illegali finirebbero per far naufragare ogni tavolo di confronto, come il prefetto ha già detto. Il tempo però passa. Domani è una settimana dal termine concesso dal prefetto per lo sgombero volontario. I banchi sono ormai vuoti, ma ancora lì. Per la rimozione c'è ancora in ballo la liberatoria che gli ambulanti non hanno firmato. Ma il piano per lo sgombero coatto è pronto e potrebbe essere questione di ore.

Intanto oggi alle 15 i bancarellai hanno organizzato un incontro in piazza con i cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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