Il dolore
Cuperlo e Zanonato «L’interesse di uno affonda il Paese»
Il ministro: «Sull’Iva la colpa è del Pdl, non si rigiri la frittata» Rossi: «Se ci sono le elezioni, meglio rinviare il congresso»
PISA. Gianni Cuperlo arriva alla Festa del Pd di Pisanova appena cinque minuti dopo l’esplosione della bomba-Berlusconi che fa deragliare il governo. Il leader chiama e i ministri si dimettono aprendo di fatto la crisi. «Quello di Berlusconi e del Pdl - commenta a caldo il parlamentare Pd, candidato alla segreteria del partito - è un atto di irresponsabilità che mette il Paese in una condizione di grande difficoltà. Il Pdl si deve assumere anche la responsabilità dell’aumento dell’Iva». Poco più tardi arriverà anche il ministro Flavio Zanonato e anche lui si sfoga: «C’era e c’è bisogno di rimettere in piedi il Paese, è incredibile che per l’interesse di un singolo non si riesca ad andare avanti». Pronta la replica anche sulla questione Iva che ora Berlusconi agita come motivo delle dimissioni. «Non si può girare la frittata - dice Zanonato - l’aumento dell’Iva non è colpa del governo, ma del Pdl, con le loro dimissioni. Questo governo, purtroppo, è stato sempre legato alla sorte di un’unica persona».
Cuperlo è intervenuto al dibattito “Verso il congresso: il Pd che c’è il Pd che vorremmo” con Enrico Rossi, governatore della Toscana. Accolto da un bagno di folla e da un lunghissimo applauso, durante il dibattito Cuperlo ha sottolineato che «non si conoscono ancora le conseguenze del diktat di Berlusconi, che ha deciso di far dimettere i suoi ministri. Una decisione che fa riflettere perché è l’ennesimo atto di irresponsabilità che ha poco a che fare con la democrazia, i partiti e la Costituzione. Un atto che ha chiuso una settimana drammatica nella quale i parlamentari del Pdl hanno minacciato un Aventino collettivo che non ha precedenti nella storia repubblicana. Uomini che hanno giurato sulla Costituzione e che evocano un assalto alla democrazia, un golpe di Stato. Forse - ha aggiunto Cuperlo con un accenno di autocritica - questo è il risultato di anni in cui abbiamo fatto abbassare troppo la soglia della tolleranza». La platea lo aveva accolto con domande che insistevano su due temi: la richiesta di unità rispetto alla divisione in correnti del partito e l’indicazione di contenuti programmatici concreti, dopo tanto discutere di regole. Cuperlo vede nel congresso una grande occasione di rilancio del Pd e si augura che al centro ci siano, oltre ai problemi, anche «l’orgoglio di essere l’unico partito popolare rimasto in questo Paese». Secondo Rossi, «le elezioni sembrano avvicinarsi e serve una legge elettorale. La crisi la pagheranno aziende e famiglie, e tutto per le vicende personali di Berlusconi». Rossi solleva anche un dubbio: «Con le elezioni in vista, sarebbe il caso di rinviare il congresso del Pd».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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