La manifestazione
«Anche Vicarello ha la sua tangenziale»
PISA. «Per affrontare la questione dei musei dei lungarni, dovremmo prima parlare di come sono messi i nostri lungarni», dice sorridendo Cosimo Bracci Torsi. Facendo bene intendere che la stoccata è...
PISA. «Per affrontare la questione dei musei dei lungarni, dovremmo prima parlare di come sono messi i nostri lungarni», dice sorridendo Cosimo Bracci Torsi. Facendo bene intendere che la stoccata è in arrivo. E per farlo scomoda addirittura Giacomo Leopardi. «Mi sembra di ricordare che aveva qualche problema di salute e che veniva qui per respirare buona aria. Certo, erano i lungarni di allora».
«L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze. Questo lungarno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora», scriveva Leopardi alla sorella Paolina nel 1827. E poi: «Sono incantato da Pisa per il clima; se dura così sarà una beatitudine».
Bracci Torsi si riferisce a questo per la sua visione dei lungarni «pieni di traffico». Sino all’affondo finale: «Anche Vicarello ha una tangenziale, una città come Pisa no. Quando si ragiona di come coniugare al meglio cultura e turismo, dobbiamo essere consapevoli che prima di tutto occorre creare le condizioni ideali. E il come potersi muovere in città è uno degli aspetti principali».
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