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Una richiesta di liberatoria fa infuriare gli operatori

PISA. Primo atto, ieri, del tavolo tecnico tra Comune, bancarellai e associazioni di categoria; in ballo l'individuazione di una sede alternativa a via Pietrasantina per il periodo in cui si...

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PISA. Primo atto, ieri, del tavolo tecnico tra Comune, bancarellai e associazioni di categoria; in ballo l'individuazione di una sede alternativa a via Pietrasantina per il periodo in cui si svolgeranno i lavori in piazza dei Miracoli. Le richieste dei bancarellai, supportate da Confesercenti e Confcommercio, puntano ad individuare due aree (le ipotesi sono piazza Arcivescovado ma soprattutto piazza Manin) in grado di dare una continuità lavorativa ed economica alle attività. Lo sciopero della fame che alcuni ambulanti hanno iniziato da ieri, vuole essere un modo - spiegano - per dare forza alle loro richieste per scongiurare l'ipotesi via Pietrasantina.

Intanto la polemica si sta spostando anche sulla rimozione delle bancarelle. Gli operatori hanno praticamente liberato dalla loro merce le strutture in piazza dei Miracoli. Hanno inoltre comunicato di non poter provvedere autonomamente alla loro rimozione, non opponendosi però alla rimozione da parte dell'amministrazione comunale. Questo in virtù di un piano che Palazzo Gambacorti, proprio nell'eventualità di un trasferimento coatto, aveva già predisposto allertando anche una ditta incaricata (il cui costo era stato inserito nel bilancio comunale). Ma il Comune chiede che gli operatori firmino prima una liberatoria che contempli tre varianti, una delle quali da scegliere: la rimozione e la demolizione, la rimozione e la collocazione in una apposita area comunale in attesa del successivo ritiro, la rimozione ed il trasferimento nel posteggio assegnato in via Pietrasantina «consapevole – si legge nella bozza di liberatoria – che l'utilizzo per fini commerciali della manufatto dovrà essere garantito da certificazione tecnica di agibilità».

«Una liberatoria del genere non possiamo firmarla – hanno ribadito i bancarellai nell'ultima assemblea di giovedì – Il Comune faccia i suoi passi. Anche perchè l'avviso che ci è stato consegnato il 2 settembre scorso è chiaro». Gli ambulanti fanno riferimento all'ultima comunicazione, a firma del comandante dalla polizia municipale Massimo Bortoluzzi, che indicava il termine utile per il trasferimento volontario annunciando l'allestimento del cantiere per le operazioni di sgombero. Ancora i bancarellai: «Nell'avviso si legge che il Comune prevede la totale interdizione ai flussi veicolari e pedonali sia nell'area prospiciente le bancarelle sia in quella del parcheggio scambiatore ove dovranno essere collocate. È lì, quindi, che devono andare, a prescindere dal nostro rifiuto di portarci la merce. Avviso – concludono – che non fa che riproporre quanto affermato nell'ordinanza del 30 aprile 2012».

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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