La manifestazione
Congresso? No, interventi a pagamento
Le contestazioni della Procura nel processo a un embriologo accusato di lavorare nel privato invece di andare a conferenze
PISA. Per l’azienda ospedaliera era presente al Santa Chiara o prendeva parte a congressi internazionali. Secondo la Procura, invece, negli stessi giorni in cui risultava al servizio per l’Aoup prestava la sua opera professionale da privato nella clinica di San Rossore o negli ospedali di Lecce e Bari.
È stato il giorno dei testi dell’accusa nel processo a carico dell’embriologo Paolo Giovanni Artini, 53 anni, di Arezzo. Le cariche del dottor Artini sono molteplici. È ricercatore nella divisione di ginecologia e ostetricia "Piero Fioretti" del dipartimento di Medicina della Procreazione e dell’età evolutiva dell'università di Pisa e responsabile embriologo del laboratorio di fecondazioni assistite, alla casa di cura San Rossore e responsabile embriologo del laboratorio di procreazione assistita nella clinica ostetrica e ginecologica “Piero Fioretti”. Assistito dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, l’embriologo deve difendersi dall’accusato di peculato, falso ideologico e truffa. Gli contestano di aver lavorato come privato in giorni in cui risultava in servizio per l’Aoup e di aver utilizzato materiale dell’azienda ospedaliera nella clinica di San Rossore. Università e azienda ospedaliera si sono costituite parti civili con i legali Sandra Bernardini e Carla Fiaschi.
Davanti al collegio (presidente Salutini, a latere Degl’Innocenti e D’Auria) e al pm, Giovanni Porpora, ieri sono stati sentiti il maresciallo della Finanza che ha condotto le indagini, una biologo, un anestesista e altri testi citati dall’accusa. Il finanziere ha ricordato gli episodi in cui l’imputato figurava come presente al lavoro dentro il Santa Chiara, salvo poi risultare, attraverso le cartelle cliniche, nelle stesse ore a San Rossore. Sono stati poi citati i congressi all’estero ai quali il dottor Artini avrebbe partecipato giustificando l’assenza con l’Aoup come attività di servizio. Il pm Porpora ha fatto sottolineare al maresciallo i periodi nel corso del 2007, a gennaio, aprile, giugno e novembre, durante i quali, in coincidenza con i giorni dei congressi, alle Fiamme Gialle risultava che il dottor Artini avesse svolto attività privata tra Bari e Lecce con decine di fecondazioni assistite a pagamento. C’è poi l’aspetto del materiale dell’azienda ospedaliera utilizzato nella clinica di San Rossore. Si tratta dei terreni di coltura per le fecondazioni contenute in boccette e di alcuni cateteri per l’inseminazione artificiale. L’avvocato D’Ambrosio, nel controesame del finanziere, ha spiegato alla corte che quel tipo di materiale la ditta produttrice lo vende in tutto il mondo e non solo all’Aoup. Non ci sarebbe, quindi, un’esclusiva che metterebbe in relazione le boccette al solo utilizzo all’interno del Santa Chiara. Riguardo ai cateteri la difesa ha sostenuto che era prassi consolidata nell’ambiente medico ricevere campioni omaggio da parte delle azienda produttrici di apparecchi sanitari. Dunque, è la tesi della difesa, quel materiale era nella disponibilità del dottor Artini a prescindere dall’Aoup. Prossima udienza a fine ottobre.
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