Sicurezza
L’inquilino imbianca la casa e poi avrà uno sconto sull’affitto
Si chiama autorecupero (compresa la sostituzione di pavimenti e infissi) degli alloggi popolari vuoti In questo modo l’amministrazione risparmia soldi e l’Apes si occuperà dei lavori di messa a norma
PISA. L'autorecupero per combattere la cronica mancanza di finanziamenti per ristrutturare e assegnare le case popolari. Inizia a Pisa la sperimentazione di una nuova forma di gestione delle case di risulta, alloggi popolari lasciati dagli inquilini aventi diritto, che mira a ridurre i costi e i tempi di recupero e di assegnazione delle abitazioni.
La sperimentazione prevede che l'Azienda pisana edilizia sociale (Apes) effettui, così come prescritto dalle norme, i lavori di messa a norma delle abitazioni (intervenendo soprattutto sugli impianti) e i lavori per garantire la funzionalità e migliorare le prestazioni energetiche attraverso l'installazione di nuovi infissi esterni. Gli alloggi verranno consegnati agli aventi diritto senza effettuare gli altri, eventuali, lavori (imbiancatura, sostituzione pavimenti e sanitari, infissi interni, rivestimenti) che potranno essere eseguiti, a proprie spese, dagli inquilini. Sulla base dello stato di degrado dell'appartamento, Apes riconoscerà un bonus che sarà scalato dai canoni dovuti, fino al raggiungimento dei costi dei lavori effettuati. In pratica, i lavori eseguiti dagli inquilini saranno scalati dal canone di affitto.
«Nonostante gli sforzi della Regione – commenta Ylenia Zambito, assessore comunale alla casa – non abbiamo finanziamenti specifici per il recupero delle case di risulta. La Regione ha varato una misura straordinaria per il recupero di circa duemila alloggi in tutta la Toscana, ma non può stanziare le risorse a causa dei vincoli del patto di stabilità. Abbiamo deciso di iniziare la sperimentazione dell'autorecupero – prosegue l'assessore -, eseguendo solo i lavori di messa a norma degli impianti e lasciando agli inquilini i lavori non obbligatori».
A Pisa, su cento alloggi di risulta, sono disponibili fondi per ristrutturarne 77. Ogni mese si liberano in media nove case, che non possono essere recuperate e assegnate per mancanza di risorse, a causa dell'assenza di specifici finanziamenti da parte della Regione ma anche per effetto della diminuzione dei canoni dovuti all'aumento della morosità incolpevole. «Ci stiamo impegnando per trovare soluzioni – aggiunge Lorenzo Bani, presidente dell'Apes -. L'autorecupero è un meccanismo che riduce i tempi di assegnazione delle case vuote ed evita anche l'occupazione delle case popolari, fenomeno che ritengo vergognoso».
L’autorecupero su alloggi popolari è attivo a Lucca e Firenze. Per Pisa, restano da definire alcuni aspetti tecnico-legali con la Regione. «Nei prossimi giorni – conclude Giorgio Federici, direttore dell'Apes – con le associazioni degli inquilini, ci metteremo al lavoro per stendere un regolamento per rendere chiaro il meccanismo».
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