Attenzione
Pasti e buoni-doccia, boom di richieste
In calo l’età media di chi si rivolge ai centri di ascolto Caritas, più di metà è in possesso di un diploma o di una laurea
PISA. Oltre mille pacchi spesa in più distribuiti rispetto all’anno prima, un incremento di 300 buoni-pasto, 420 buoni-doccia in più e oltre mille persone accolte nei Centri di ascolto. Dati più che allarmanti quelli che la Caritas diocesana di Pisa e l'Osservatorio delle povertà registrano nell’annuale rapporto sulla povertà illustrato ieri dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto e da don Emanuele Morelli, direttore della Caritas pisana. Il dossier fotografa, a Pisa, una situazione di povertà radicata e in continuo aumento.
I numeri. In totale, nel 2012, la rete dei centri di ascolto della Caritas ha accolto 1.035 persone, in linea con il 2011 (1.084 persone). Per il 70% si è trattato di stranieri (in maggioranza romeni e marocchini) e per il 30% di italiani. Sono stati effettuati 4.838 colloqui, in media 4,7 a persona. Attraverso i dati della Caritas è possibile effettuare anche un identikit di chi chiede un aiuto. Il 52% sono uomini (48% donne) con un’età media di 42,8 anni. Il 56% presenta condizioni di fragilità relazionale (celibi, separati, divorziati o vedovi). Oltre il 50% vive in un nucleo familiare, il 53% in una casa, mentre la provvisorietà riguarda il 22,8%. Il 76,7% ha almeno un figlio. In prevalenza, chi si rivolge ai Cda presenta una “multiproblematicità”, cioè situazioni con vari problemi correlati tra loro che sono soprattutto di natura economica (65,8%), occupazionale (55,1), abitativa (34), di salute (7,8) e familiare (13). L’84,8% delle persone che si rivolgono ai Centri non ha un’occupazione, il 10,2% è in possesso di una laurea e il 36,1% di un diploma.
I nuovi poveri. Nel 2012, 469 persone si sono rivolte ai centri di ascolto per la prima volta (il 69,7% stranieri e il 30,3% italiani). I “nuovi poveri” hanno un’età media di 40,8 anni e il 61,5% è coniugato. L’11,8% ha una laurea mentre il 41,3% è in possesso di un diploma. Denunciano maggiormente una situazione di disoccupazione (87,3%) e le loro condizioni abitative sono peggiori. I dati forse più significativi del rapporto, giunto alla nona edizione, riguardano l’aumento esponenziale dei pacchi spesa distribuiti nel 2012 (4.272 in totale), dei buoni doccia (1.242) e dei buoni pasto (22.517). I primi due registrano un aumento rispettivamente del 157,2% e 103,61% rispetto al 2008.
Le mense. Se si considera anche il numero di cestini confezionati quotidianamente per chi non riesce ad accedere alle mense o quelli preparati nei mesi estivi, la situazione appare ancora più allarmante: nel 2012 le mense del Cottolengo, di San Francesco e Santo Stefano hanno confezionato in totale 6.064 cestini, a cui si aggiungono i 3.971 cestini estivi preparati a Mezzana. Facendo una stima approssimativa dei costi sostenuti, la Caritas ha contribuito al sistema del welfare locale con 570.996 euro, oltre 120mila in più rispetto al 2011. «Il rapporto 2013 prende il titolo da un brano del profeta Isaia “Sentinella, quanto resta della notte?” - spiega don Morelli - per riconoscere che siamo nella notte, nel momento più buio della crisi. Ma anche per sentirci sentinelle, capaci di scovare nella notte segni di speranza e di futuro».
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